Come investire nella cybersicurezza

Le violazioni di dati a livello mondiale crescono con l’aumentare dei dispositivi connessi a Internet. Un’opportunità per chi è in grado di identificare le aziende capaci di essere sempre un passo avanti. Ma è meglio muoversi con i fondi.

Marco Caprotti 04/10/2018 | 10:09

“Usa, il direttore dell’intelligence: allarme rosso sui cyberattacchi, come ai tempi dell’11 settembre”. “Cyberattacchi, Italia bersaglio eccellente. A rischio computer e Pos”. “Cyberattacchi in aeroporti, test con 30 paesi”. Sono solo alcuni dei titoli usati dai media nelle ultime settimane per parlare dei rischi per la sicurezza informatica e della necessità di difendersi da questo tipo di minaccia. Una situazione che, per gli investitori, può trasformarsi in un’opportunità.

Più connessioni, più violazioni
“Nel 2017, nei soli Stati Uniti, si sono verificate 1,7 miliardi violazioni di dati, pari a più di una ogni 50 secondi”, spiega Holly Black, analista di Morningstar. “Il numero è triplicato rispetto al 2013. Secondo alcune stime il cybercrime costa all’economia globale l’equivalente di 340 miliardi di euro ogni anno”. Dal punto di vista degli investitori, il cibersecurity potrebbe essere uno dei segmenti più interessanti del comparto tecnologico e una opportunità di lungo periodo.

Alcune stime indicano che, entro il 2020, a livello mondiale ci saranno 50 miliardi di apparecchi collegati a Internet. “In una situazione del genere l’elemento della sicurezza è qualcosa di cui dovranno preoccuparsi tutti, dalle famiglie alle aziende, passando per i governi e le organizzazioni internazionali”, continua l’analista. “Per questo non deve soprendere il fatto che la cybersicurezza sia diventata una delle voci di spesa più rilevante delle aziende che tentano di proteggere i loro dati e quelli dei loro clienti da possibili furti”.

Meglio con i fondi
Avventurarsi in questo segmento di mercato, tuttavia, non è semplice. Le aziende che promettono soluzioni legate al cybersecurity prosperano solo se sono in grado di mantenere gli impegni presi. Se la loro tecnologia non si dimostra all’altezza o diventa improvvisamente obsoleta possono finire in fretta a gambe all’aria. “In generale è un settore molto interessante, dove nessuno ha il monopolio e dove la sempre maggiore qualità degli attacchi rende necessaria una continua innovazione per non essere colti di sopresa”, dice Black.

In un quadro così complesso e in evoluzione l’analista suggerisce di investire attraverso fondi di investimento che possono contare sulla capacità dei gestori e sulle risorse delle strutture di analisi che la casa di gestione gli mette a disposizione. Un po’ come si fa con i paesi emergenti e di frontiera, sui quali gli investitori retail faticano a crearsi conoscenze specifiche.

Uno degli strumenti che indica è Janus Global Technology Fund (Morningstar rating 4 stelle). “Il gestore, Graeme Clarck, cerca società che, in un ambiente caratterizzato da continua innovazione, non abbiano solo il nome famoso ma siano soprattutto in grado di non essere lasciate al palo dai concorrenti”, dice Black.

Un altro strumento che viene indicato è Polar Capital Global Technology fund (Morningstar rating: 5 stelle. Analyst rating: Silver). “L’approccio tematico, con il focus sui nuovi cicli della tecnologia è evidente se si osserva il suo posizionamento nel cybersecurity, nel cloud e nelle nuove forme di pagamento”, spiega Samuel Meakin, fund analyst di Morningstar in un report del 13 ottobre 2017. “La filosofia di investimento porta a uno spostamento verso le società più piccole con forti prospettive di crescita”.

 

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.