Il Giappone viaggia ma non ha più molto spazio

Gli indici e i fondi dedicati al Sol levante crescono. Ma, dicono da MIM, l’azionario dell’Arcipelago ha valutazioni corrette. Meglio, aggiungono, guardare a dividendi e buyback.

Marco Caprotti 09/08/2018 | 14:35

Il Giappone prova a regalare un po’ di soddisfazione agli investitori. Ma non è detto che lo faccia necessariamente grazie ai corsi di Borsa. La categoria Morningstar dedicata ai fondi che investono nelle large cap del Sol levante nell’ultimo mese (fino all’8 agosto e calcolando in euro) ha guadagnato il 4% (che diventa +3,13% in yen). Quella riservata agli strumentoi speclizzati nelle small è mid cap ha avuto un progresso dell2,7% (+1,78% in valuta locale). Nel frattempo, l’indice Mornigstar Japan ha avuto un progresso del 3,8% (+2,9%). Da inizio anno è salito del 2,11% (-2,82% in yen).

Indice Morningstar Japan da inizio anno
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Dati in euro aggiornati all'8 agosto 2018
Fonte: Morningstar Direct 

Ma cosa devono aspettarsi gli investitori? Probabilmente nessuna performance stellare. “L’azionario giapponese alle attuali quotazioni è valutato correttamente”, spiega Dan Kemp, Chief Investment Officer di Morningstar Investment Management (MIM) per la regione EMEA. “Gli azionisti potrebbero intascare qualcosa in più grazie a quelle società che stanno aumentando i dividendi o allargando i piani di buyback. Oppure guardando a quelle che stanno migliorando in maniera evidente i margini di profitto”.

Un fondo sotto la lente
Nel frattempo sta per aumentare la copertura degli analisti di Morningstar sugli strumenti dedicati al Sol levante. L’ultimo a finire nella lista dei cosiddetti Prospects (un elenco semestrale di fondi che sono in predicato di avere un Analyst rating). L’ultimo fondo dedicato al Giappone entrato nel radar è Fidelity Japan Smaller Companies. “L’approccio del gestore, Jun Tano, è interamente bottom up e si affida all’analisi per trovare le migliori opportunità di lungo periodo a cui il resto del mercato non ha ancora dato il giusto valore”, spiega Peter Brunt, fund analyst di Morningstar nell’ultimo Prospect. “Con oltre 130 analisti azionari sparsi per il mondo, Fidelity può sicuramente agevolare un approccio di questo tipo. Tano ha saputo sfruttare appieno questa possibilità costruendo un portafoglio diversficato con 150-200 società giapponesi. La scelya di solito viene fatta fra le società più piccole dell’universo small cap. Tuttavia gli investitori devono tenere presente che non un fondo puramente dedicato alle società più piccole. Per evitare eccessivi rischi di liquidità il gestore erca di bilanciare il portafoglio incorporando nomi dei settori mid e large cap”.

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Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.