L’Europa delle banche fra Brexit e regolamenti

Gli istituti del Regno Unito, dicono gli analisti di Morningstar, per ora possono contare su un’economia che tiene. In tutto il continente i nuovi requisiti patrimoniali non preoccupano i gruppi finanziari.

Marco Caprotti 17/07/2018 | 14:23

Fra questioni politiche e regolamenti da implementare le banche europee non avranno molto tempo per annoiarsi. Dal punto di vista politico l’elemento a cui fare particolare attenzione è Brexit e le ripercussioni che l’uscita del Regno Unito dall’Ue potrà avere sul sistema bancario del paese. “Il consensus dice che il Pil, almeno nel 2018, dovrebbe essere in linea con quello del 2017”, dice Johann Scholtz, analista di Morningstar. “Se così sarà, allora la situazione farà bene ai bilanci delle banche locali. Al momento, il paese sta mostrando una certa resistenza dal punto di vista congiunturale”. Non mancano però i rischi. “Gli stipendi aumentano poco e restano al di sotto dell’inflazione”, dice l’analista. “Questo mette le finanze delle famiglie sotto pressione e rende difficile il risparmio”.

Per quanto riguarda il Vecchio continente nel suo complesso, dal punto di vista dei regolamenti, l’elemento più rilevante con cui hanno a che fare gli istituti bancari è l’adesione, a partire da gennaio di quest’anno, al nuovo standard IFRS 9 per la classificazione e la misurazione degli strumenti finanziari. Il modello sostituisce lo IAS 9 in vigore dal 1998, diventato ormai obsoleto alla luce dell’evoluzione dei mercati e degli strumenti finanziari. In estrema sintesi, con il nuovo standard vengono introdotti ulteriori criteri di valutazione delle perdite attese e definite regole per l’individiazione degli strumenti di copertura. “Gli istituti insistono nel dire che gli effetti della nuova normativa sui coefficienti patrimoniali saranno più bassi di quello che il mercato si attende” dice Scholtz. “Per essere sicuri che il messaggio passi lo ripetono ogni volta che presentano dei risultati. E’ il caso, ad esempio di Svenska e di Lloyd. La banca inglese, in particolare, ha detto che eventuali effetti del nuovo modello potrebbero farsi sentire nel corso di cinque anni, ma saranno comunque limitati”.

Banche a sconto
Puntando lo sguardo a livello globale, le banche coperte dalla ricerca degli analisti di Morningstar mostrano uno sconto nel rapporto price/fair value di circa il 6%. L’indice Morningstar dedicato ai servizi finanziari da inizio anno (fino al 13 luglio) ha guadagnato il 3,1% (in euro) dopo il +10% segnato nel 2017.

Indice Morningstar Financial Sevices da inizio anno
financial

Dati in euro aggiornati al 13 luglio 2018
Fonte: Morningstar Direct

“L’economia a livello mondiale continua a essere relativamente forte”, dice Michael Wong, che in Morningstar è direttore per la ricerca sui titoli finanziari. “La crescente concorrenza fra gli istituti per accapararsi nuovi correntitsti, tuttavia, si fa sentire con un rallentamento nella crescita dei margini. Negli Stati Uniti, intanto, gli istituti possono contare su regolamenti più elastici, mentre in Europa e in Cina su questo fronte c’è una sempre maggiore rigidità”.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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