Fondi passivi, i migliori e i peggiori di giugno

Messico, petrolio e banche italiane le scelte che hanno guadagnato di più nel mese. Male la Borsa cinese e le commodity agricole.

Valerio Baselli 09/07/2018 | 10:28
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Secondo i dati Morningstar, a giugno, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono quasi 25 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o short).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Il mondo degli ETP
Nel mondo dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange Traded Products (ETP), la Top 5 del mese si presenta estremamente omogenea, dominata dal mercato azionario messicano e dal petrolio Wti.

Il mondo emergente sta vivendo una serie di scadenze elettorali molto importanti, ad esempio in Turchia, Colombia, Uruguay, in attesa delle elezioni brasiliane il prossimo ottobre. Queste ultime settimane a stare sotto i riflettori è stato il Messico, dove la vittoria di Lopez Obrador era attesa dal mercato e rappresenta un punto di svolta nella vita politica del paese latino-americano, considerato che la sinistra non è stata al potere per decenni. Molti sono convinti che Lopez Obrador sarà in grado di aumentare il potere d’acquisto che è in una fase di stagnazione. Tuttavia, i mercati hanno avuto un atteggiamento neutrale rispetto alla sua vittoria: gli investitori infatti erano a conoscenza del suo programma.

“A questo punto ci sono però tre rischi”, spiega Philippe Waechter, capo economista di Ostrum Asset Management, in una nota. “Il primo deriva dal fatto che Lopez Obrador si insedierà solo a dicembre e durante questi mesi possono accadere molte cose, considerato anche l’illustre vicino. Inoltre, essendo il Messico coinvolto in una importante negoziazione sul NAFTA è possibile che vi sia un rischio di divergenza tra i desiderata del nuovo presidente e l’attuale governo conservativo. Il secondo rischio è che vi possa essere un’altra divergenza, ovvero quella tra gli impegni politici presi durante la campagna e la stabilità economica. I due obiettivi non sono necessariamente compatibili e ciò può essere una fonte di volatilità sulla percezione dell’outlook messicano. Questo tipo di arbitraggio è un classico, specialmente quando i colori del governo cambiano”.

Lato energetico, le quotazioni del petrolio sono balzate di circa il 40% in quattro mesi, raggiungendo i livelli più alti da circa tre anni e mezzo. Oltre ai fattori macro (crescita economica e inflazione), ha pesatol’acuirsi di alcune tensioni geopolitiche in Medio Oriente e in Venezuela, tanto da spingere l’Opec a trovare il recente accordo sull’aumento di produzione (fino a un milione di barili al giorno aggiuntivi).

Appena fuori dalla top 5, infine, troviamo il Boost Ftse Mib Banks ETP, esposto alle banche italiane e replicante del Ftse Mib Banks 15% Capped Index, che riflette le componenti dell’ICB Supersector of Banks del Ftse Mib; nell’intento di fornire un indice adeguatamente diversificato è stato stabilito un tetto massimo del 15% sulle singole componenti dell’indice. L’indice segue la metodologia di calcolo e le regole del Ftse Mib, inclusa una revisione trimestrale del tetto del 15% delle ponderazioni dei singoli titoli.

Gli istituti di credito dello Stivale, infatti, restano ancora sotto i riflettori. L’ammontare complessivo dei crediti in sofferenza è diminuito notevolmente dal suo picco grazie alle politiche messe in atto (come la creazione del fondo di salvataggio bancario da 20 miliardi) e le grandi pulizie contabili messe in atto attraverso la cartolarizzazione e l’aumento in delle coperture di tutti i crediti deteriorati. Intanto, Morningstar ha rivisto i fair value di Unicredit e Intesa Sanpaolo.

ETPTop Flop 07 18

Il mondo dei fondi indicizzati
Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati (senza quindi la componente di trading intra-day), ai primi posti in classifica troviamo due strumenti esposti al mercato immobiliare globale, seguiti da tre fondi obbligazionari indicizzati all’inflazione.

Male invece i mercati azionari emergenti e in particolare quello cinese, con l’’indice Morningstar China NR che ha perso il 10,5% dal 5 giugno al 4 luglio 2018, sui timori di un rallentamento dell'economia del paese e l’inizio di una guerra commerciale con gli Stati Uniti che hanno pesato sulle azioni cinesi e sul yuan.

I dazi del 25% annunciati da Donald Trump, infatti, si applicheranno a 50 miliardi di importazioni cinesi: una prima tranche da 34 miliardi vi sarà assoggettata dal 6 luglio e, in un secondo tempo, un’altra tranche di 16 miliardi coinvolgerà i prodotti tecnologici. Le autorità cinesi che hanno contrattaccato sottoponendo le importazioni americane a dazi del 25%, con i primi 659 prodotti colpiti già dal 6 luglio e corrispondenti a un importo di 34 miliardi. Donald Trump ha quindi chiesto ufficialmente al suo Rappresentante per il Commercio di stilare un nuovo elenco equivalente a 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Per il momento, non ci sono state reazioni da parte cinese. “Pechino ha tuttavia ben altri mezzi per contrattaccare, ad iniziare dalla svalutazione dello yuan, un’arma cui hanno già fatto ricorso le autorità cinesi”, commenta Olivier De Berranger, responsabile investimenti di La Financière de l’Echiquier, in una nota. “Va menzionata poi la vendita di obbligazioni americane. La Cina, che detiene oltre 1.100 miliardi di dollari di titoli sovrani, è il primo creditore estero dello Stato americano. Vendite massicce provocherebbero ripercussioni immediate sul dollaro americano e genererebbero parecchia turbolenza sui mercati. Infine, anche se quest’arma non è oggi utilizzata, ci potrebbero essere delle rappresaglie nei confronti delle aziende americane in Cina cui potrebbe essere vietato operare o che sarebbero colpite da maggiorazioni di imposte”. 

Insomma, se per ora i toni delle risposte cinesi sono improntati alla moderazione è però evidente che la Cina dispone di un suo arsenale che potrebbe alimentare un’escalation nella guerra commerciale.

Index Fund Top Flop 07 18

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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