Fondi, Latam e inflazione euro per diversificare

PORTAFOGLI ROBUSTI. Abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione tra le principali categorie Morningstar a uno, tre e cinque anni, aggiornati a fine marzo.

Valerio Baselli 10/05/2018 | 09:46

La nozione secondo cui un portafoglio composto da azioni e obbligazioni abbassi il grado di rischio sta recuperando molta della sua forza. Infatti, dopo un periodo in cui le diverse asset class hanno sensibilmente aumentato il grado di correlazione tra loro, il che significa che spesso anche investimenti che a priori hanno poco in comune si muovevano nella stessa direzione, l’anno scorso ha segnato una svolta. A dirlo sono i numeri. Guardando le tabelle sottostanti si nota come le categorie Morningstar, azionarie e obbligazionarie, abbiano sensibilmente diminuito la correlazione tra loro nel corso degli ultimi 12 mesi, arrivando in diversi casi in territorio negativo.

È il caso, ad esempio, dei fondi esposti ai mercati azionari dell’America Latina, il cui coefficiente più alto è pari a 0,39 e che segnano ben sei correlazioni negative (che in due casi arrivano fino al -0,49) e altre due pari a zero. Gli stessi dati a cinque anni mostrano una sola correlazione negativa (molto vicina allo zero per di più) e coefficienti che arrivavano fino allo 0,69.

La tendenza, comunque, è generale: anche i fondi obbligazionari indicizzati all’inflazione dell’Eurozona sono diventati un’importante fonte di diversificazione negli ultimi 12 mesi. Il loro rapporto con i comparti azionari large cap della zona euro, ad esempio, è passato da 0,51 a cinque anni a -0,21 a un anno.

Calcolare il coefficiente di correlazione del proprio portafoglio è un esercizio piuttosto complesso. Per avere un’idea di ordine generale, che comunque può già essere molto utile a evitare eventuali sovrapposizioni, abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione delle 15 principali categorie Morningstar, a uno, tre e cinque anni, aggiornati al 31 marzo 2018.

Per interpretare le tabelle, che verranno aggiornate trimestralmente, si possono seguire i colori: più la casella tende al verde, più la correlazione sarà elevata; al contrario, più la casella tende al rosso, più il coefficente sarà negativo.

Anche solo visivamente, si nota come i colori tendenti al bianco e al rosso siano diventati dominanti, a riprova del fatto che la correlazione tra le varie classi di attivi è diminuita nel corso dell’anno passato.

Le categorie oggetto dell’analisi sono le seguenti (i numeri corrispondono a quelli che appaiono nelle tabelle):

 

1. Obbligazionari Corporate EUR

2. Obbligazionari Diversificati EUR

3. Obbligazionari Governativi EUR

4. Obbligazionari High Yield EUR

5. Obbligazionari Inflation-Linked EUR

6. Obbligazionari Flessibili EUR

7. Obbligazionari Diversificati USD

8. Obbligazionari Paesi Emergenti

9. Azionari Europa Large Cap Blend

10. Azionari Area Euro Large Cap

11. Azionari Giappone Large Cap

12. Azionari USA Large Cap Blend

13. Azionari Asia-Pacifico ex. Giappone

14. Azionari America Latina

15. Azionari Europa Emergente

 

 

 

Fonte: Morningstar Direct

Il coefficiente di correlazione misura in che modo la performance di uno strumento influenza l’andamento di un altro: varia tra -1 e +1. Un coefficiente pari a 0 indica che non vi è alcuna correlazione tra i due fondi. Un coefficiente pari a 1 segnala che c'è una correlazione positiva perfetta, il che significa che i due strumenti si muovono assieme: se uno sale del 10%, lo fa anche l’altro e viceversa. Ovviamente, in caso di perfetta correlazione negativa (uguale -1) il rapporto è inverso: se il primo sale del 10%, il secondo perde il 10%.

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Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.