Un Giappone da contrarian

L’equity nipponico è sottovalutato rispetto a quello degli Usa, dell’Europa e dei mercati emergenti. Secondo gli analisti è il momento di fare scelte fuori dal gruppo. 

Marco Caprotti 27/12/2017 | 16:16

Il Giappone potrebbe essere territorio di caccia per chi cerca valutazioni azionarie interessanti e ha il coraggio di muoversi lontano dal gregge. “Studiando il rapporto frai  prezzi dei titoli e i valori di libro viene fuori che il paniere Topix è a sconto rispetto all’S&P500, ma anche nei confronti del listino Msci dedicato all’Europa e a quello riservato ai mercati emergenti”, spiega Peter Brunt, fund analyst di Morningstar.

Restringendo l’orizzonte temporale alle ultime settimane, l’indice Morningstar dedicato al Sol levante in un mese ha guadagnato l’1,68% (in euro, che diventa più 2,64% in yen).

Indice Morningstar Japan giapp

Dati in euro aggiornati al 22 dicembre 2017
Fonte: Morningstar Direct

A livello di categorie, quella dedicata ai fondi specializzati sulle large cap giapponesi in quattro settimane ha guadagnato l’1,28% (in moneta unica). Quella riservata alle piccole e medie imprese ha registrato +2,17%.

Utili e cedole
“Stanno aumentando i segnali che indicano come le politiche del premier Shinzo Abe inizino a fare effetto”, dice Brunt. “La disoccupazione è ai livelli minimi degli ultimi 20 anni, mentre il Pil e i profitti aziendali sono ai massimi storici. Nel frattempo stanno crescendo i dividendi distribuiti attraverso le cedole e le operazioni di riacquisto di azioni proprie. Sempre a livello aziendale stiamo vedendo più frequentemente la nomina di amministratori indipendenti che possono fare gli interessi degli azionisti di minoranza”.

In Borsa, guardando a quello che è successo dall’inizio dell’anno, si nota una netta accelerazione delle small e mid cap rispetto alle large. “In termini di stile c’è stata la sovraperformance del segmento growth che ha distanziato nettamente il value”, dice l’analista. “A livello settoriale, le corse maggiori si sono viste nell’IT, fra i materiali di base e negli industriali. Male, invece, sono andati i finanziari (in particolare le banche), il real estate e le utility”.

Caccia alle large cap value
In una situazione del genere, secondo Brunt, ci sono buone possibilità di investimento soprattutto per chi sa scegliere i titoli giusti fra le grandi aziende del paese, in particolare fra i nomi value.

Fra i fondi specializzati sul Giappone che l’analista ritiene più interessanti per navigare nell’equity nipponico c’è Man GLG Japan CoreAlpha (Analyst rating: Gold). “E’ gestito da uno dei team con maggiore esperienza fra quelli che troviamo nella categoria Japan large cap ed è guidato da Stephen Harker”, spiega Brunt. “Impiega lo stesso stile di investimento che il manager ha utilizzato in tutta la sua carriera: orientato allo stile value e con operazioni di stock picking da contrarian. Il processo utilizza una serie di filtri di analisi per individuare le migliori opportunità fra le 300 società nipponiche più grandi”. 


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Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.