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L’Europa rallenta ma non si dispera

Continua la fase di debolezza delle Borse e dei fondi del Vecchio continente. La situazione macro non preoccupa e le valutazioni ora sono più interessanti. Pesano, però, le incertezze politiche. 

Marco Caprotti 06/12/2017 | 09:43

L’Europa non riesce a trovare lo spunto per ripartire. L’indice Morningstar dedicato alla regione nell’ultimo mese (fino al 1 dicembre e calcolato in euro) ha perso il 3,12%, portando a +9,12% la performance da inizio anno.

Indice Morningstar Europe da inizio anno
europadicembre

Non si tratta necessariamente di una cattiva notizia. “Le azioni della regione danno, mediamente, un rendimento del 3,4% e sono più a buon mercato dei titoli Usa” spiega Karen Wallace, analista di Morningstar. Dal punto di vista macroeconomico la situazione appare positiva. Il Pil dell’Eurozona sta crescendo, così  come quello globale. Le fonti di preoccupazione, tuttavia non mancano. “Le elezioni francesi a maggio hanno in parte dissipato i timori riguardo a una svolta populista della regione”, dice l’analista. “Tuttavia non le hanno cancellate del tutto, come hanno dimostrato in Spagna le richieste per l’indipendenza della Catalogna e come sta mostrando il difficile processo della Brexit”. In una situazione del genere gli investitori hanno deciso di alleggerire un po’ i portafogli dagli asset europei, soprattutto da quelli ritenuti più a rischio.

Meno rischio in portafoglio
Questa dinamica è ben rappresentata dall’andamento dei fondi. Per quanto riguarda le categorie Morningstar dedicate alle strategie di investimento nel Vecchio continente, nei segmenti Large cap quella che raccoglie gli strumenti dedicati ai blend ha segnato -2,6%, mentre quella riservata ai growth ha perso per strada il 3%. Il comparto medium cap ha segnato -2,75% e lo small cap ha registrato -2,5%. Il segmento che ha cercato di opporsi di più alle discese è stato il Large cap value (-2,2%).

Tra i fondi di questo universo che hanno mostrato maggiore resistenza c’è DNCA Invest Value Europe B EUR (Morningstar rating 5 stelle, Analyst rating: Bronze) che, in quattro settimane, ha contenuto le perdite a -1,4%. “Il gestore ha attuato una selezione di titoli spostando il portafoglio verso nomi che sono più sensibili all’andamento della congiuntura”, spiega Mathieu Caquineau, fund analyst di Morningstar in un report del 24 ottobre 2017. “Dal punto di vista geografico il fondo sottopesa, rispetto al benchmark e ai suoi concorrenti, il Regno Unito. Il gestore cerca di stare lontano dalle aziende legate alle commodity fra le quali, dice, non riesce a trovare opportunità interessanti in termini di valutazioni” (clicca qui per leggere l’analisi completa). 

 

Visita il mini-sito Morningstar dedicato a MIFID II.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.