I Bric danno un altro po’ di ritmo agli emergenti

Brasile, Russia, India e Cina approfittano del nuovo appetito per il rischio degli investitori e, almeno per ora, si mettono alla guida dei paesi in via di sviluppo. 

Marco Caprotti 02/11/2017 | 10:05

Forse è esagerato parlare di un ritorno dei Bric. Certo è che il gruppo di emergenti formato da Brasile, Russia, India e Cina, che tanto di moda andava fino a qualche anno fa, sembra essere uscito dal dimenticatoio nel quale gli investitori lo avevano relegato. “Questa pattuglia di paesi in via di sviluppo sta approfittando dell’interesse che si registra per i mercati emergenti in generale”, spiega Dan Kemp, responsabile degli investimenti di Morningstar Investments Management. “E, in alcuni casi, è quella che dà il passo all’intero segmento”.

Lo si è visto di recente. L’indice Morningstar dedicato ai paesi in via di sviluppo nell’ultimo mese ha fatto segnare (in euro) +5%, portando a +17% la performance da inizio anno. Negli stessi periodi il paniere dedicato esclusivamente ai Bric ha fatto segnare rispettivamente +5,12% e +20%.

INDICE MORNINGSTAR EMERGING MARKETS
emerging

Dati aggiornati al 30 ottobre 2017
Fonte: Morningstar Direct

INDICE MORNINGSTAR BRIC
Bric

Dati aggiornati al 30 ottobre 2017
Fonte: Morningstar Direct

La corsa degli indici
Performance che sono figlie della corsa messa a segno dalle singole piazze finanziarie. In Brasile, il Bovespa Index è salito del 26,8% da inizio anno, mentre il Sensex Index indiano ha registrato + 21,6%. Per quanto riguarda la Cina, lo Shanghai Composite è salito dell’8,9%. Più indietro il FTSE Russia con il suo +3,3%. “La situazione macroeconomica mondiale è di supporto all’azionario in generale, soprattutto dopo che si è raffreddata un po’ la tensione con la Corea del nord”, spiega Kemp. “Questo ha fatto aumentare l’appetito per il rischio, anche se gli investitori hanno preferito concentrarsi sui paesi emergenti più grandi”.

All’interno della categoria Morningstar dedicata ai fondi specializzati sui Bric, lo strumento che si è fatto notare di più è stato Templeton BRIC N(acc)USD (Morningstar rating: 2 stelle) che, in un mese, ha guadagnato il 5,7% e, da inizio anno, ha registrato +25,6%. In base ai dati di portafoglio aggiornati al 30 settembre 2017, il gestore investe principalmente in large cap blend e value anche se non disdegna società del segmento growth, come dimostra il sovrappeso dato al settore tecnologico. Sempre a livello settoriale, l’interesse maggiore è per i beni di consumo ciclici e per il comparto dei servizi finanziari. A livello geografico, la maggior parte degli attivi viene investita in Cina (in ossequio al benchmark Msci Bric NR, dove il paese asiatico rappresenta quasi il 60%), a seguire vengono il Brasile, l’India e la Russia.

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Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.