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Pensioni, l’Eldorado è la Danimarca

Per il sesto anno consecutivo, il Paese scandinavo è in testa alla classifica dei migliori sistemi previdenziali del mondo, secondo una ricerca del gruppo Mercer. L’Italia, nonostante tutti gli sforzi, presenta gravi problemi strutturali.

Valerio Baselli 27/10/2017 | 11:24

I cittadini danesi non sanno ancora se il loro Paese parteciperà alla prossima coppa del mondo che si giocherà in Russia nel 2018 (lo spareggio contro l’Irlanda è previsto in novembre). Tuttavia, la Danimarca può rifarsi con la schiacciante vittoria in un’altra competizione internazionale, decisamente più importante: quella dei sistemi pensionistici.

È questo il risultato del Melbourne Mercer Global Pension Index, la più completa indagine globale sui sistemi pensionistici condotta da Mercer e dall’Australian Centre for Financial Studies. Da sei edizioni consecutive, infatti, Copenaghen è saldamente in testa alla classifica, seguita quest’anno da Olanda e Australia.

Lo studio ha preso in considerazione i sistemi previdenziali di 30 paesi, che contano per circa il 60% della popolazione mondiale, e li ha analizzati utilizzando 40 parametri al fine di giudicare le loro performance, la loro sostenibilità e la loro integrità. L’indice che emerge dalla ricerca considera come “sistema pensionistico” la somma complessiva di previdenza pubblica, complementare e del risparmio previdenziale, anche attraverso strumenti assicurativi e di risparmio gestito. 

L’Italia migliora, ma non basta
Lo studio piazza l’Italia al ventesimo posto, un risultato leggermente migliore a quello dell’anno scorso. Tuttavia, l’analisi sottolinea le carenze del nostro sistema previdenziale.

L’Italia, così come Giappone, Austria e Francia, emergono dalla ricerca come economie sviluppate i cui sistemi pensionistici potrebbero non rivelarsi in grado di fornire adeguato sostegno nella terza età dei lavoratori attivi presenti e futuri. Sebbene siano stati intrapresi correttivi, è necessaria una riflessione più vasta. La ricerca ci dice come manchi ancora un approccio diversificato al sistema pensionistico, in una prospettiva di medio-lungo periodo è arrivato il momento di cercare un nuovo equilibrio, in cui è sempre più necessaria una previdenza integrativa per garantire il benessere finanziario degli individui in età avanzata, in uno scenario sociale che si prospetta molto diverso rispetto al passato.

“L’invecchiamento della popolazione, i bassi tassi di natalità, l’aspettativa di vita sempre più lunga da un lato, così come i bassi livelli di rendimento di mercato e il deficit di risparmio previdenziale impongono ancora una volta all’Italia una riflessione sul proprio sistema pensionistico”, ha commentato Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia.

Dal punto di vista della situazione Italiana, la ricerca valorizza positivamente, per quanto riguarda il capitolo dell'adeguatezza, il livello medio delle pensioni erogate in Italia. E viene anche promossa la governance di fondi pensione e casse. Il problema vero riguarda la sostenibilità, campo in cui l’Italia ottiene 16,4 punti contro i 79,8 della Danimarca e una media totale di 50,8). Le ragioni sono probabilmente legate alla contenuta adesione a piani pensionistici privati (tasso effettivo del 28% della popolazione in età lavorativa secondo la Covip, a fine 2016). Da qui un basso livello di investimenti nelle pensioni private, pari solo al 9% del Pil (dato in costante incremento anno dopo anno, ma distante dalla la media dei Paesi più industrializzati).

Melbourne Mercer Global Pension Index 2017

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Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.