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I fondi pensione prendono fiato

Nel primo semestre dell’anno, i rendimenti medi delle forme previdenziali complementari hanno stentato a battere il Tfr.  Passi in avanti sul fronte adesioni.

Valerio Baselli 04/08/2017 | 10:06

L’andamento incerto dei mercati nel corso della prima parte dell’anno si è riflettuto anche nelle performance dei fondi pensione, che hanno chiuso un semestre in chiaroscuro. Secondo gli ultimi dati della Covip (la commissione di vigilanza sul settore), infatti, i fondi pensione negoziali hanno guadagnato in media lo 0,9%, i fondi aperti l’1,5%% e i Pip (Piani individuali pensionistici) Unit Linked lo 0,1%. Tutto ciò a fronte di una rivalutazione del Tfr pari all’1,1%.

Tuttavia, restano comunque differenze importanti tra le diverse linee d’investimento. Si va infatti dal 3,7% medio della linea azionaria pura dei fondi aperti al -0,6% medio segnato dalle offerte obbligazionarie pure degli stessi. All’interno di ciascuna delle diverse tipologie di forma pensionistica, i risultati più elevati si sono avuti nelle linee a maggior contenuto di titoli azionari, mentre i rendimenti delle linee obbligazionarie risentito della lieve risalita dei tassi di interesse a lungo termine nell’area dell’euro mantenutisi tuttavia su livelli storicamente bassi. Da sottolineare come i rendimenti Covip siano espressi al netto dei costi di gestione e dell’imposta sostitutiva.

Le adesioni
A fine giugno 2017 il numero complessivo di iscritti a forme di previdenza complementare, incluse le duplicazioni di iscritti contemporaneamente a più forme pensionistiche, è di circa otto milioni. Al netto delle uscite, la crescita dall’inizio dell’anno è stata di circa 235.000 unità (3%). Nei fondi negoziali si è registrato un aumento di 70.000 iscrizioni (2,7%), per un totale a fine giugno di 2,7 milioni; la crescita delle adesioni ha risentito ancora in parte del meccanismo di adesione contrattuale ai fondi rivolti ai lavoratori del settore edile che peraltro è ormai a pieno regime. Nelle forme pensionistiche di mercato offerte da intermediari finanziari le adesioni sono aumentate di 56.000 unità nei fondi aperti (4,5%) e di 111.000 nei PIP “nuovi” (3,9%).

Le risorse in gestione
Il patrimonio accumulato dalle forme pensionistiche complementari ammonta a 155 miliardi di euro (il dato non tiene conto delle variazioni nel semestre dei fondi pensione preesistenti e dei PIP “vecchi”). Le risorse dei fondi negoziali ammontano a 47,4 miliardi, in crescita del 3,1%. I fondi aperti dispongono di un patrimonio di 18 miliardi e i PIP “nuovi” di 25,3 miliardi; l’incremento nel primo semestre è stato, rispettivamente, del 5,1 e del 6,6%.

Nuovi prodotti
Nel corso del semestre, infine, sono stati lanciati in Italia 4 nuovi fondi pensione, secondo i dati di Morningstar.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.