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Il Giappone dice grazie allo yen

L’andamento della valuta nipponica dà una mano all’economia del paese e ai fondi di investimento specializzati nel Sol levante. Chi investe in euro però non festeggia. 

Marco Caprotti 26/07/2017 | 16:26

Il Giappone agli investitori può regalare delusioni o soddisfazioni, a seconda degli occhiali con cui lo guardano. L’indice Morningstar dedicato al Sol levante nell’ultimo mese (calcolato in euro) ha perso il 3% mentre, letto in yen, ha avuto un progresso dello 0,54%.

Indice Mornigstar Japan da inizio anno
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Dati in yen aggiornati al 24 luglio 2017
Fonte: Morningstar Direct

L’andamento del cambio è, in larga misura, determinato dalla Banca del Giappone che, anche nei giorni scorsi, ha ribadito la necessità di mantenere una strategia ultra-espansiva fino al raggiungimento del target del 2% di inflazione. L’indebolimento della divisa locale ha effetti contrastanti. Sul fronte dei dati congiunturali, ad esempio, il surplus delle partite correnti giapponesi a maggio si è attestato a 1.650 miliardi segnando il 35esimo mese consecutivo di performance positiva. Si è però registrato un deficit commerciale di 115,1 miliardi, in relazione al rialzo della bolletta per le importazioni energetiche: i prezzi del greggio sono di circa il 35% superiori a quelli di un anno fa in termini di yen. Le esportazioni, sempre grazie anche all’indebolimento della moneta, risultano però in aumento del 13% (in yen).

In questo quadro, i fondi raccolti nella categoria Morningstar dedicata all’azionario big cap giapponese nell’ultimo mese hanno fatto segnare +1,07% in yen (-2,62 in euro), mentre quelli specializzati sulle small e mid cap hanno registrato +3% (-0,67%).

Libertà di movimento
Nel segmento dedicato agli strumenti che investono nelle big cap il fondo con Analyst rating che si è comportato meglio è Eastspring Investments Japan Dynamic AE (giudizio Bronze) che, nel periodo, ha segnato -1,22% in euro e +2,5% in yen. “Il comparto utilizza una strategia unconstrained orientata a investire in azioni che trattano a sconto rispetto al loro valore intrinseco”, spiega Don Yew, fund analyst di Morningstar in un report di fine novembre 2016. “Alla luce del suo approccio sganciato dall’indice, il portafoglio può presentare titoli che hanno la capitalizzazione più bassa all’interno dell’universo di investimento. Questa è una situazione ideale per chi è in grado di fare una buona gestione attiva e, secondo noi, è un approccio intelligente quando si vuole investire nel mercato azionario giapponese”. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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