Per continuare ad usare il sito, devi abilitare i cookies. Clicca qui per avere maggiori informazioni sulla nostra policy relativa ai cookie e sul tipo di cookies che usiamo. Accetto i Cookies

Scappare dal Latam?

E’ una delle aree emergenti più a rischio: sia per le valutazioni, sia per questioni politiche. Ma con gli strumenti giusti, dicono gli analisti di Morningstar, può dare ancora soddisfazioni. 

Marco Caprotti 15/06/2017 | 10:17

L’America latina va trattata con cautela, ma non è necessario abbandonarla. Certo, a prima vista la prudenza è d’obbligo. Un richiamo in questo senso lo fa Dan Kemp, Chief investment officer EMEA di Morningstar Investment Management (MIM) quando spiega che:  “Le zone in via di sviluppo di solito meno amate dagli investitori, come ad esempio l’Europa emergente, in questo momento sono più interessanti rispetto al Sudamerica che, in generale, presenta valutazioni troppo alte”.

Indice Morningstar Latam: 1 anno
latam

Dati in euro aggiornati al 9 giugno 2017
Fonte: Morningstar Direct

I rischi
Il problema, per la regione (e di conseguenza per chi ci investe) è che ci sono o si stanno creando situazioni che non sembrano giustificare i rischi alla luce dei possibili rendimenti. “L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca ha già creato volatilità”, spiega Gregg Wolper, senior fund analyst di Morningstar. “A farne le spese è soprattutto il Messico che continua a pagare le dichiarazioni fatte dal magnate durante la campagna elettorale sulle misure protezionistiche da adottare in particolare verso quel paese”. Un’altra sfida con cui deve fare i conti l’area Latam è il rialzo dei tassi Usa. Gli investitori tendono a investire nelle economie emergenti per il premio implicito che pormettono a fronte dei rischi. Ma quando i tassi americani crescono, gli operatori hanno meno voglia di maneggiare asset pericolosi. Soprattutto se possono avere abbastanza rendimento in un mercato più sicuro come quello Usa.

Ci sono poi questioni più legate alla cronaca quotidiana. “Lo scandalo della corruzione in Brasile deve ancora essere risolto, così come deve essere affrontata seriamente la questione della stabilità di governo e delle riforme economiche”, spiega Wolper. “Detto tutto questo, gli investitori che hanno pazienza e i nervi saldi potrebbero trovare interessante guardare ancora alla regione. Ci sono alcuni fondi che hanno dimostrato di saper navigare in condizioni di mercato difficili”.

Chi resiste
All’interno della categoria dedicata all’America latina ci sono quattro fondi con Analyst rating. Di questi, due hanno un giudizio positivo (Bronze). In questo secondo gruppo, la strategia che si sta comportando meglio è quella di JPM Latin America Equity D (acc) USD che, nel 2016, ha guadagnato (in euro) il 21,58%, mentre da inizio hanno ha segnato +7,7%. “Si tratta di una delle scelte migliori all’interno di questa categoria Morningstar”, spiega Lena Tsymbaluk, fund analyst di Morningstar in una nota di fine dicembre 2016. “Il gestore cerca di investire in aziende che possano unire una veloce crescita rispetto al mercato con una mentalità di lungo periodo. Il processo di investimento è principalmente bottom up e le azioni vengono selezionate con un’analisi divisa in due fasi. All’inizio le potenzialità di rendimento sono valutate attraverso quattro fonti di return (crescita degli utili, dividendi, cambi di valutazioni e currency) che portano a una previsione con un orizzonte temporale di cinque anni. Poi gli analisti valutano le dinamiche del business, la qualità del management, le prospettive di crescita, la sostenibilità del suo vantaggio competitivo e la corporate governance. L’esposizione geografica e settoriale dipende in larga parte dalle decisioni riguardo ai titoli. Il fondo, tuttavia, di solito ha una preferenza per i finanziari, gli industriali o le società del settore consumer, mentre sottopesa le commodity cicliche”. 

Visita il mini sito dedicato a MiFID II

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.