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Etf, oltre ai costi c’è di più

Uno studio Morningstar dimostra che replicanti meno cari non sono per forza i migliori. Ci sono altri parametri da affiancare alle commissioni.

Valerio Baselli 05/06/2017 | 11:24

L’universo degli Exchange traded product (Etp) è in constante evoluzione. Con più di 2.400 replicanti quotati in Europa, la vera sfida per gli investitori è selezionare quei prodotti di qualità che possano rispondere ai loro bisogni d’investimento. Questo implica una sempre più attenta analisi dei prodotti, in un mercato in cui molti Etf replicano lo stesso indice o benchmark molto simili.

I fattori principali
Secondo un’analisi a cura del team di analisti di Morningstar dedicati alla gestione passiva, dal titolo A Guided Tour of the European ETF Marketplace, i fattori principali da tenere in considerazione quando si sceglie un fondo passivo quotato sono sostanzialmente tre.

Innanzitutto, la composizione dell’indice. “Un buon punto di partenza, visto che si tratta di prodotti che replicano un indice, è quello di capire se il benchmark replicato rifletto veramente l’esposizione che si sta cercando”, commenta Hortense Bioy, responsabile europea della ricerca sui fondi passivi di Morningstar. “La proliferazione degli Etf è andata di pari passo con quella degli indici, sempre più complessi e differenziati”.

Un altro fattore molto importante riguarda i costi. Quando si sceglie un Etf, nella maggior parte dei casi gli investitori sono tentati di selezionare quello con le commissioni più basse. “I costi sono un criterio di scelta molto utile, ma non sono tutto”, spiega Bioy. “Gli Etf meno costosi non sono sempre i migliori”.

Come illustrato nella tabella seguente, vi sono esempi di Etf che battono concorrenti più economici mantenendo lo stesso indice o uno molto simile. Dietro ci possono essere diversi motivi, come ad esempio i maggiori proventi dal prestito titoli o una migliore ottimizzazione dal punto di vista fiscale.

Nonostante le commissioni abbiano un forte impatto sulle prestazioni a lungo termine, la tabella mostra che prendere come riferimento i costi di gestione in maniera isolata non porta necessariamente gli investitori a scegliere il prodotto più accurato nella replica. In questo senso, la tracking difference, cioè la differenza, positiva o negativa, tra la performance del fondo e quella dell’indice replicato, può risultare un parametro più utile.

La tracking difference include il cosiddetto costo di detenzione di un fondo (comprensivo delle commissione di gestione) e dell’impatto del resto delle operazioni realizzate nel processo di gestione. Tuttavia, non è un fattore infallibile, dato che può variare a seconda dei periodi considerati e si basa sui dati passati, non potendo quindi prendere in considerazione un cambiamento nelle commissioni o altri miglioramenti nel processo di gestione del fondo.

Un altro parametro che può essere utilizzato per esaminare le performance di un Etf è il tracking error, che misura la volatilità dei rendimenti differenziali di un fondo rispetto ad un indice di riferimento. Questo indicatore di volatilità può essere utile per gli investitori tattici che comprano e vendono frequentemente, ma ha un’utilità limitata per gli investitori strategici che acquistano e tengono il fondo per un periodo medio-lungo.

Una scelta su misura, con gli strumenti giusti
Gli investitori possono prendere in considerazione anche la liquidità, la forza della casa di gestione e la preferenza verso alcuni aspetti, come il tipo di replica (fisica o sintetica).

Tutto ciò può influenzare il processo decisionale. “Perciò, ogni valutazione deve essere condotta caso per caso, per soddisfare le esigenze specifiche del singolo investitore”, conclude Bioy. “Nonostante queste sfide, Morningstar ritiene che un quadro di orientamento generico per la selezione di fondi non sia solo fattibile, ma possa anche essere di grande valore per gli investitori con una visione a lungo termine. Questo è il motivo per cui abbiamo recentemente esteso la nostra ricerca qualitativa, il Morningstar Analyst Rating, anche gli Etf”. Clicca qui per approfondire.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.