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In Europa soffrono i fondi value

Nel Vecchio continente comincia a prevalere la prudenza in vista di alcune scadenze politiche. Resistono le small cap e i comparti orientati alla crescita. 

Marco Caprotti 20/04/2017 | 10:12

L’Europa procede con un po’ di cautela. L’indice Morningstar dedicato al Vecchio continente nell’ultimo mese (fino al 18 aprile e calcolato in euro) è rimasto praticamente invariato (-0,04%).

Indice Morningstar Europe: 1 mese
europe


Dati in euro aggiornati al 18 aprile 2017
Fonte: Morningstar Direct 

“Gli investitori stanno iniziando a guardare più attentamente le valutazioni”, spiega Marina Jelesova, portfolio manager di Morningstar Investment Management. “In alcuni casi preferiscono diventare più prudenti mano a mano che i prezzi si avvvicinano ai fair value”.

Da questo punto di vista, all’interno delle categorie Morningstar dedicate al Vecchio continente, ha sofferto di più quella riservata ai fondi large cap value che, nel periodo, si è lasciata dietro lo 0,45%. Quella relativa ai blend ha avuto un progresso della stessa misura, mentre quella specializzata sulle mid cap ha segnato +1,58%. Come il mese scorso, la migliore è stata quella delle small cap (+2,76%). “Il 2017 è arrivato promettendo diverse sorprese legate all’attualità, soprattutto sul fronte politico”, dice Jelesova. “Gli investitori devono quindi gestire il rischio legandolo ad avvenimenti i cui sviluppi non possono prevedere. Per questo conviene cercare attività diversificate che possono essere fonte di performance nel lungo periodo”.

Lo scatto dei growth
Fra le categorie Morningstar non si è comportata male quella dedicata alle società a grande capitalizzazione growth (+1,71%). 

Il fondo con l’Analyst rating più alto all’interno di questo segmento è Comgest Growth Europe R EUR Acc (Gold, Morningstar rating 4 stelle, +4,27%). “La strategia di questo fondo è quella di puntare su società di qualità capaci di crescere indipendentemente dal ciclo economico”, spiega Mathieu Caquineau, fund analyst di Morningstar. “Queste aziende di solito hanno una posizione dominante nel loro settore, un solido management e bilanci in ordine. Di conseguenza sono esclusi i titoli appartenenti ai settori più ciclici come, ad esempio, i finanziari. Al contrario, il team si concentra su società che hanno un chiaro vantaggio competitivo come quelle dell’healthcare o della tecnologia. Questo approccio è chiaramente improntato al lungo periodo e le azioni che fanno parte del portafoglio tendono ad essere molto stabili”. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.