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Fondi passivi, i migliori e i peggiori di febbraio

Nickel, India e il settore americano della salute sono state le migliori scelte del mese. Male le materie prime energetiche e agricole, oltre che il mercato russo. 

Valerio Baselli 06/03/2017 | 11:48

La fotografia annuale dell’industria dei fondi indicizzati (quotati e non) conferma l’elevata volatilità dei listini. Questi strumenti, infatti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Secondo i dati Morningstar, in febbraio, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono oltre 22 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o short).

Il mondo degli Etp
Nel mondo dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded product (Etp), un metallo industriale come il nickel si piazza al primo e al secondo posto della classifica dei replicanti che hanno reso di più il merse scorso.

Il settore, ciclico per sua natura, ha beneficiato dei recenti buoni dati macroeconomici: a febbraio, l’indice Pmi composito (che misura l’attività nel settore manifatturiero e dei servizi nell'Eurozona), è salito a 56 punti dai 54,4 di gennaio toccando i massimi da sei anni.

La Top 5 di febbraio vede poi tre replicanti dedicati al settore americano della salute. Dopo la vittoria dei repubblicani alle presidenziali Usa, il settore farmaceutico rimane sotto i riflettori: gli analisti Morningstar non prevedono grandi cambiamenti dei prezzi dei medicinali negli Stati Uniti nei prossimi anni, ma si aspettano una riforma dell’Affordable Care Act.

I dettagli della riforma non sono stati ancora divulgati, ma diversi elementi dell’ACA dovrebbero cambiare (mandati di assicurazione, vendita di prodotti assicurativi tra Stati, etc.). I vncoli normativi generale dovrebbe essere almeno in parte allentati. Clicca qui per approfondire.

Male invece le materie prime energetiche, su tutte il gas naturale, una commodity che risente molto delle condizioni climatiche invernali, in particolare negli Stati Uniti, oltre che dell’estrazione del gas di scisto che ha rafforzato il lato dell’offerta. La Eia (Energy information administration) prevede per il 2017 una produzione di gas negli Stati Uniti di 2,09 miliardi di metri cubi al giorno, 37 milioni di metri cubi in più rispetto al 2016.

Il mondo dei fondi indicizzati
Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati (senza quindi la componente di trading intra-day), il mercato azionario indiano ha segnato la miglior performance del mese. L’India è uno dei paesi che cresce di più al mondo in questo momento. Lo scorso anno, la crescita del Prodotto interno lordo reale avrebbe raggiunto il 6,9% secondo alcune stime, più di quanto registrato dalla Cina (+ 6,7%). E quest’anno il subcontinente potrebbe anche far meglio (7,2%).

L’India attuale ricorda sotto alcuni aspetti la Cina dei primi anni 2000, ad esempio se si guardano il Pil pro capite, le dimensioni della popolazione, l'età media, il livello di urbanizzazione, la produzione elettrica o il livello dei consumi delle famiglie.

Le azioni russe hanno invece sofferto nel corso del mese passato. Una correzione, quella di febbraio, che viene comunque dopo un anno in cui il mercato russo ha rimbalzato del 51% (rendimento in euro al 28 febbraio misurato dall'indice Morningstar Russia NR).

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Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.