Per continuare ad usare il sito, devi abilitare i cookies. Clicca qui per avere maggiori informazioni sulla nostra policy relativa ai cookie e sul tipo di cookies che usiamo. Accetto i Cookies

Etp europei verso i mille miliardi nel 2020

Secondo un recente studio di Morningstar, l’uso dei replicanti nel Vecchio continente continuerà a crescere, anche grazie a nuovi trend come i robo-advisor e alla regolamentazione.

Valerio Baselli 06/03/2017 | 11:18

La corsa degli Exchange traded product (Etp) potrebbe essere sono all’inizio. Morningstar ha recentemente pubblicato A Guided Tour of the European ETF Marketplace, uno studio approfondito sull’industria europea dei fondi passivi quotati e dei suoi principali attori. Sintetizziamo di seguito i punti principali.

Il patrimonio in gestione degli Exchange traded product (Etp) domiciliati in Europa è raddoppiato negli ultimi cinque anni, raggiungendo 550 miliardi di euro a fine 2016. L’industria dei replicanti quotati è ora equivalente per dimensioni a quella dei fondi indicizzati tradizionali.

In particolare, il periodo 2014-2016 è stato caratterizzato da una crescita sostenuta degli asset. La raccolta netta media annuale in questi tre anni è stata di 55 miliardi di euro, contro i 19 miliardi annui medi segnati nel corso dei tre anni precedenti.

Secondo i dati di Morningstar, a fine 2016 gli Etf rappresentano il 7,5% del patrimonio di tutto il settore del risparmio gestito europeo, contro il 5% di cinque anni fa. I replicanti europei sono il 17% del mercato mondiale degli Etf.

Le prospettive per l’industria dei fondi passivi quotati sono incoraggianti. Grazie anche a un ambiente normativo favorevole, l'innovazione di prodotto e la crescente popolarità dei robo-advisor che spingono gli strumenti a basso costo, gli investitori si stanno rivolgendo sempre più alla gestione passiva.

Mille miliardi nel 2020
Ipotizzando che le tendenze attuali proseguano anche nei prossimi anni, l’industria europea degli Etf potrebbe raggiungere, o addirittura superare, i mille miliardi di euro di patrimonio entro il 2020.

Tra i principali fattori di crescita, ci sono in particolare gli Etf a reddito fisso. Finora, il mercato è stato trainato quasi esclusivamente dai lanci di prodotti azionari. La profondità e la portata della gamma di Etf si sono notevolmente ampliate negli ultimi anni, toccando diverse classi di attivi, come appunto le obbligazioni.

Nel mondo delle materie prime, le sorti dei replicanti sono state in questi ultimi anni in gran parte determinate dall’interesse degli investitori per l'oro. Gli attivi investiti in Etp hanno rimbalzato, anche se, al 7,8%, la loro quota di mercato è molto inferiore al 19% di cinque anni fa.

Il punto sull’industria
Il mercato europeo è molto concentrato. I primi tre principali emittenti controllano circa i due terzi del patrimonio in gestione, ma la distanza tra il leader (iShares), il numero due (db X-trackers) e il terzo (Lyxor), è significativa.

La frammentazione geografica in Europa spiega anche la struttura del mercato europeo. Per diventare un attore pan-europeo si ha bisogno di costruire una vasta rete di distribuzione e di avere un’offerta di prodotti competitivi disponibili su più Borse per soddisfare le esigenze di una clientela diversificata.

Ciò ha determinato un’offerta talvolta significativa per la stessa esposizione in termini di indici replicati. Ad esempio, attualmente contiamo ben 12 Etf che replicano l'Euro Stoxx 50 e ciascuno di questi è disponibile su una o più delle 13 Borse su cui sono negoziati.

Negli ultimi anni ci sono state poche fusioni da segnalare: l’acquisto delle attività di Credit Suisse da parte di iShares; l’avvicinamento tra WisdomTree Boost ETP o la ripresa delle attività di Market Access ETF di RBS da parte di China Post.

ComStage, controllata di Commerzbank, potrebbe essere uno dei prossimi emittenti a finire sul mercato; Source è spesso citato come un altro attore che potrebbe essere venduto.

L’impatto della regolamentazione
La maggiore trasparenza imposta al settore finanziario dalla normativa in molti paesi sviluppati dovrebbe essere un elemento favorevole per i fondi a basso costo come Etp e fondi indicizzati.

In Europa, MiFID II, che entrerà in vigore nel gennaio 2018, dovrebbe rendere più trasparenti le transazioni di Etf. La normativa, il cui obiettivo è, tra gli altri, la tutela degli investitori, dovrebbe anche contribuire a migliorare la liquidità del mercato e l'informazione circa l'effettivo grado di liquidità degli strumenti finanziari, compresi gli Etf.

Migliorando l'informazione su costi, prezzi e liquidità, MiFID II dovrebbe agire in favore degli Etf.

Inoltre, MiFID II dovrebbe portare alla graduale scomparsa delle retrocessioni e promuovere un modello economico centrato sulle commissioni per i consulenti finanziari. Tuttavia l'impatto delle norme in discussione potrebbe essere molto inferiore al previsto.

Gli effetti della Brexit
Le conseguenze della Brexit per l'industria europea degli Etf sono incerte. Il carattere nazionale dei mercati europei è stato un elemento frustrante per i replicanti, che sono prodotti paneuropei in natura.

Inoltre, il Regno Unito non è il luogo di domicilio preferito dagli emittenti di Etf. Tuttavia, Londra gioca un ruolo centrale in relazione al suo ruolo di “hub” per attrarre capitali e implementare le attività di gestione del risparmio che servono il mercato europeo. Inoltre, la Borsa di Londra è un luogo di scambio importante per molti Etf.

La buona notizia è che il settore finanziario britannico sembra sostenere la MiFID II e sembra che ci sia un’intensa attività di lobbying al lavoro per mantenere un regime regolamentare equivalente a quello esistente e preservare così l’accesso al mercato unico.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.