Fondi passivi, i migliori e i peggiori di gennaio

Mercati azionari emergenti e metalli, sia preziosi che industriali, sono state le migliori scelte del mese. Male le materie prime energetiche e le obbligazioni governative europee.

Valerio Baselli 13/02/2017 | 15:49
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Il 2017 comincia nel segno dell’oro e dei mercati emergenti, almeno per quanto riguarda il mondo della gestione passiva.

La fotografia annuale dell’industria dei fondi indicizzati (quotati e non) conferma l’elevata volatilità dei listini. Questi strumenti, infatti, essendo strumenti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Secondo i dati Morningstar, in gennaio, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono oltre 22 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o short).

Il mondo degli Etp
Nel mondo dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded funds (Etp), le materie prime sono protagoniste. Il miglior prodotto del mese replica la performance di una cinquantina di aziende di piccole dimensioni attive nell’estrazione di oro e argento. Da notare comunque l’elevatissima volatilità a un anno di questo strumento (quasi 62 punti). La Top 5 è comunque interamente dedicata ai metalli: oltre all’oro, piombo, palladio e zinco.

Molto male invece le materie prime energetiche, su tutte il gas naturale, una commodity che risente molto delle condizioni climatiche invernali, in particolare negli Stati Uniti, oltre che dell’estrazione del gas di scisto che ha rafforzato il lato dell’offerta. La Eia (Energy information administration) prevede per il 2017 una produzione di gas negli Stati Uniti di 2,09 miliardi di metri cubi al giorno, 37 milioni di metri cubi in più rispetto al 2016.

Top Flop ETP 01 17

Il mondo degli fondi indicizzati
Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati (senza quindi la componente di trading intra-day), i mercati azionari emergenti, in particolare quegli asiatici, hanno ottenuto i migliori rendimenti del mese. Da segnalare, al secondo posto, un fondo di tipo “strategic beta”, che filtra l’universo degli emergenti attraverso una strategia basata sui fondamentali aziendali (Rafi).

Male invece i fondi obbligazionari dedicati alle emissioni governative dei paesi europei, in previsione forse di un cambio di rotta della Banca centrale europea nel corso del 2017.

Ipotesi di rendimento a lungo termine (10 anni)
MIM Fixed Income Exhibit 3 VIR
Fonte: Morningstar Investment Management

“Oggi, i prezzi dei titoli di Stato riflettono livelli di inflazione e tassi reali estremamente bassi e qualsiasi rivalutazione di questi parametri dovrebbe essere una fonte di volatilità, con rendimenti negativi sui bond governativi”, spiega Marina Jelesova, portfolio manager di Morningstar Investment Management Europe. “Le nostre stime sui rendimenti a 10 anni sono negative o pari a zero su tutti i titoli di stato dei paesi sviluppati. All'interno della categoria a reddito fisso, solo il debito emergente e, in misura minore, i bond high yield offrono ancora rendimenti interessanti su 10 anni”.

Top Flop Fondi 01 17

 

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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