Per continuare ad usare il sito, devi abilitare i cookies. Clicca qui per avere maggiori informazioni sulla nostra policy relativa ai cookie e sul tipo di cookies che usiamo. Accetto i Cookies

Come migliorare la selezione di Etf

Ecco su cosa si concentrano gli analisti Morningstar quando giudicano un replicante. L'indice rappresentato e i costi sono i criteri più importanti da prendere in considerazione.

Hortense Bioy, CFA 05/12/2016 | 09:46

Dal primo novembre 2016, il Morningstar Analyst Rating Morningstar (il giudizio qualitativo della nostra ricerca che va dal minimo di Negative al massimo Gold) è stato esteso agli Exchange traded funds (ETF). Più di 250 fondi passivi quotati sono già coperti dal rating nel mondo, di cui 108 in Europa.

Con l'implementazione di questo giudizio qualitativo sugli Etf, Morningstar espande il ventaglio di strumenti a disposizione degli investitori e consente loro di confrontare direttamente le soluzioni di investimento disponibili nella gestione passiva e attiva.

La logica dell’Analyst Rating è quella di aiutare gli investitori a identificare i fondi in grado di battere i loro concorrenti in termini di rendimento aggiustato per il rischio nel lungo termine, di solito un ciclo di mercato completo.

Gli Etf quindi non solo vengono confrontati ad altri Etf della stessa categoria Morningstar, ma anche ai fondi attivi presenti nella stessa. Questo approccio è ancor più giustificato alla luce del fatto che gli investitori sostituiscono sempre più spesso i fondi attivi con un approccio passivo.

Se il giudizio qualitativo sugli Etf si basa sulla stessa metodologia utilizzata per valutare i gestori di fondi attivi, alcuni dei cinque pilastri esaminati (processo, performance, società di gestione, persone, prezzo), non hanno lo stesso peso o non sono altrettanto importanti nella valutazione di un fondo passivo rispetto a quella di un fondo a gestione attiva.

Gli investitori che desiderano migliorare il loro processo di selezione di Etf dovrebbero concentrarsi su alcuni criteri in particolare.

L’indice: più è ampio, meglio è
Essendo il principale motore della performance di un fondo passivo, l'indice sottostante è il fattore che pesa più sul voto che attribuiamo a un Etf. Noi diamo più importanza all’indice che alla qualità della replica o alle commissioni.

In sostanza, gli analisti di Morningstar tendono a attribuire un giudizio più alto a quegli Etf che replicano indici ben costruiti, ampi e diversificati. I replicanti di indici troppo concentrati o stretti ci sembrano avere meno interesse per gli investitori a lungo termine.

Prendiamo ad esempio le azioni a grande capitalizzazione della zona euro.

Nella tabella, Morningstar ha assegnato un rating Neutral agli Etf che replicano l’Euro Stoxx 50 e un giudizio positivo per i replicanti dell’MSCI EMU. La ragione è semplice: con 50 titoli sottostanti, che rappresentano solo il 60% della capitalizzazione di mercato delle azioni della zona euro, l'Euro Stoxx 50 è un indice troppo concentrato e sovraesposto alle “Mega Caps”.

Al contrario, l’indice MSCI EMU, che presenta 240 componenti e copre l’85% della capitalizzazione di mercato delle azioni dell’Eurozona, è un indice più diversificato. È anche più rappresentativo dello stile di gestione adottato dai gestori di fondi attivi nella categoria “Azionari Area Euro Large Cap”. Così, crediamo che gli Etf che replicano l'indice MSCI EMU hanno più probabilità di sovraperformare nel lungo periodo (su una base aggiustata per il rischio) gli Etf che seguono l'Euro Stoxx 50.

Anche i costi sono importanti
Un buon indice e un processo ben eseguito non sono sufficienti per assegnare un giudizio elevato a un Etf. Anche i costi devono essere anche competitivi.

Un Etf che mira a replicare un buon indice, ma che è costoso, non riceverà un punteggio elevato. Prendiamo l'esempio del fondo iShares S&P 500 ETF (Dis), che presenta delle spese correnti del 0,40%. Questo fondo è classificato Bronze, perché gli analisti Morningstar hanno un parere favorevole dello S&P 500 – un indice difficile da battere per i gestori attivi – ma credono anche che i costi siano troppo alti rispetto alla concorrenza. Nella stessa categoria, l’Etf iShares Core S&P 500, che presenta delle spese correnti pari allo 0,07%, ha un rating Gold.

Gli altri pilastri
Gli altri tre pilastri da considerare nella nostra analisi degli Etf sono le performance, il team di gestione e la società di gestione.

La performance corretta per il rischio dell’Etf è confrontata con quella degli altri fondi (attivi o passivi) della stessa categoria. Valutiamo anche la qualità della replica attraverso parametri come il tracking error e la tracking difference.

Per quanto il team di gestione, la natura altamente automatizzata della replica passiva fa sì che la valutazione di questo pilastro sia meno importante rispetto alla valutazione dei gestori attivi. Tuttavia, particolare attenzione viene data alla stabilità della squadra e all’esperienza.

Infine, quando gli analisti Morningstar valutano la società di gestione, l’analisi si concentra su come vengono trattati gli investitori (stewardship in inglese) e sulla cura che la società mette nell’allineare i propri interessi a quelli degli investitori.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Hortense Bioy, CFA

Hortense Bioy, CFA  is director of passive fund research in Europe.