Il valore della Stewardship in Europa

Quando la gestione societaria ha come obiettivo quello di creare valore per gli azionisti, i risultati sono un solido modello di business, un basso indebitamento e una politica di dividendo disciplinata e generosa. Ecco i risultati dello studio condotta dagli analisti di Morningstar nel Vecchio continente. 

Francesco Lavecchia 20/10/2016 | 09:41
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Il segreto del successo di un’azienda è seduto sulle poltrone del consiglio di amministrazione. I risultati di una ricerca condotta dagli analisti di Morningstar su un campione di società europee mostrano come quelle che si distinguono per la qualità della gestione siano in grado di dare agli investitori rendimenti superiori alla media.

Morningstar, attraverso il suo Stewardship grade, valuta la capacità del top management di creare valore attraverso corrette scelte nell’allocazione del capitale (investimenti e operazioni di M&A) o nell’impiego di liquidità per il finanziamento di piani di buy-back e politiche di dividendo. Giudica anche il grado di trasparenza delle pratiche contabili e se il meccanismo di retribuzione dei manager favorisce l’allineamento degli interessi della gestione con quelli degli azionisti. La valutazione è fatta in termini assoluti (non rispetto alle società appartenenti allo stesso settore) e si declina su tre livelli: esemplare, standard e basso.

La Stewardship guida il rendimento
Delle 350 società del Vecchio continente per le quali gli analisti esprimono un giudizio sul top-management (Morningstar Stewardship grade) solo 10 riescono a strappare il voto più alto (esemplare), mentre 15 sono quelle bocciate. Le differenze, in termini di rendimento, tra questi due gruppi sono evidenti: se su intervalli temporali di tre, cinque e dieci anni la regione ha realizzato in media +3,56%, +8,66% e -1,22% (dati relativi all’indice Euro STOXX, rendimenti calcolati in euro a fine mese), il primo ha guadagnato rispettivamente il 14,27%, il 19,58% e il 12,06%, mentre il secondo ha fatto segnare -4,32%, -0,69% e -4,67%.

Le ragioni di questo divario in termini di performance sono da ricercare nelle due componenti del rendimento (da capitale e da dividendo) e nel modo in cui la gestione societaria può influire su queste due variabili. Grazie ad un’attenta allocazione del capitale, cioè a investimenti mirati in alcuni segmenti di attività o in acquisizioni strategiche, un’azienda è in grado di rafforzare il proprio posizionamento all’interno del settore e quindi di assicurarsi una redditività elevata e sostenibile nel tempo  (quello che Morningstar chiama Economic moat). La maggior espansione sui mercati internazionali, ad esempio, permette di realizzare economie di scala più alte e quindi di maturare un vantaggio di costo sui competitor. Mentre l’ampliamento del portafoglio prodotti, anche attraverso acquisizioni di nuove società, garantisce una miglior copertura contro la volatilità delle vendite. I dati dell’analisi vanno a sostegno di questa tesi e mostrano come nove delle 10 società premiate con uno Stewardship grade “esemplare” abbiano un Moat (ampio o medio), mentre nel secondo gruppo il rapporto è di sei su 15. 

Più dividendo e meno debito
La qualità della gestione di una società si valuta anche dalla capacità di garantire la stabilità finanziaria e di remunerare gli azionisti attraverso buy-back e dividendi. Sotto questo profilo i risultati confermano la superiorità delle società con Stewardship “esemplare” che, nel tempo, hanno dimostrato un minor grado di indebitamento e una politica di dividendo più disciplinata. Guardando agli ultimi dieci anni si nota come le aziende con uno Stewardship grade esemplare abbiano registrato in media una leva finanziaria (totale attivo/patrimonio netto) pari a cinque, mentre il gruppo di quelle che hanno ricevuto un giudizio basso ha fatto segnare un rapporto pari a 10. Sul fronte dei dividendi, invece, i dati indicano come tutte le società del primo gruppo, ad eccezione di Carnival e London Stock Exchange Group, abbiano costantemente aumentato la cedola negli ultimi cinque anni, mentre nel secondo caso sei su 16 hanno tagliato il dividendo e due non lo hanno mai distribuito. 

 

Stewardshipalta

 Stewardshipbassa

 

 

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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