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Gli emergenti ringraziano gli Usa. Per ora

I bassi tassi di interesse americani stanno favorendo i paesi in via di sviluppo. La Fed continua a dire che la situazione potrebbe cambiare. Il quadro macro suggerisce ottimismo. 

Marco Caprotti 31/08/2016 | 10:58

Gli Stati Uniti continuano a dare una mano ai mercati emergenti. Ma non si sa quanto la spinta degli yankee potrà durare. La categoria Morningstar dedicata ai fondi specializzati nei paesi in via di sviluppo nell’ultimo mese (fino al 29 agosto e calcolata in euro) ha guadagnato quasi il 2%, portando a +10,6% la performance da inizio anno.

I bassi tassi di interesse Usa, del resto favoriscono gli investimenti negli emerging. Questo asset di investimento è particolarmente sensibile alle decisioni della Federal Reserve in fatto di politica monetaria visto che molti stati in via di sviluppo e diverse aziende locali hanno acceso prestiti in dollari. Sul fronte del costo del denaro la Banca centrale Usa per ora ha mostrato un atteggiamento tutto sommato accomodante. Ma il governatore Janet Yellen, nel suo ultimo intervento pubblico ha ventilato l’ipotesi che il costo del denaro possa salire nel corso di quest’anno. Nel frattempo gli investitori fanno i conti con la situazione macro delle diverse realtà che formano l’universo emerging. 

Dove vanno i colossi
In Cina il fatto che il Pil nel secondo trimestre sia rimasto inviato al 6,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso suggerisce che gli stimoli delle autorità di Pechino hanno sostenuto la crescita con successo. Tuttavia, gli investimenti immobiliari hanno rallentato parecchio a giugno e sono diminuiti ulteriormente a luglio. In generale gli investimenti si sono indeboliti notevolmente. Riteniamo, però, che un atterraggio brusco sia improbabile nei prossimi sei mesi, mentre tendiamo a essere meno positivi in un orizzonte di tre anni”, spiega uno studio firmato da Craig Botham, economista di Schroders. “In Brasile, gli ultimi dati macro suggeriscono che è in corso una ripresa di un qualche tipo, anche se passeranno ancora alcuni trimestri prima di registrare una crescita positiva. I numeri del Pmi hanno invertito la rotta e anche la produzione industriale e le vendite al dettaglio hanno interrotto i trend di rallentamento. Per quanto riguarda la Russia, l'outlook è quello di una ripresa graduale. Ci aspettiamo una crescita su base annuale entro il quarto trimestre e una performance complessiva positiva, anche se tenue, per il 2017”.

Non solo Cina
Alcuni esempi positivi sono costituiti da paesi come l'India e l'Indonesia, in cui i governi di recente sono riusciti ad apportare dei miglioramenti nel campo delle infrastrutture e in materia di deregulation. I progressi registrati in questi ambiti, insieme a costi di finanziamento più bassi (e qui le decisioni della Fed saranno determinanti), dovrebbero portare a nuovi investimenti da parte delle aziende. L'India, in particolare, almeno sulla carta ha importanti possibilità di successo, poiché la sua economia è relativamente insensibile a quanto accade in Cina.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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