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Euro bond, il 2016 non è come il 2015

L’anno scorso gli obbligazionari globali hanno fatto meglio di quelli dell’Eurozona, grazie alla forza del dollaro. Ma a gennaio, la situazione è cambiata.   

Shannon Kirwin 14/07/2016 | 14:47

Agli investitori europei, il 2015 e i primi cinque mesi del 2016 hanno offerto diversi momenti in cui spaventarsi. L’incertezza riguardo alle mosse della Federal Reserve sui tassi, il rallentamento della Cina, le minacce della Grexit e della Brexit e altri eventi sono stati causa di forte volatilità. Nonostante le incertezze molte delle categorie dedicate alle obbligazioni hanno chiuso il 2015 vicino ai livelli a cui avevano iniziato l’anno. Tuttavia, i fondi dedicati alle obbligazioni sono stati in grado di registrare qualche guadagno nei primi cinque mesi del 2016.

Global Bond

Rendimenti su col dollaro forte
Molti elementi hanno contribuito a rendere il 2015 un anno interessante per gli investitori globali. Il dollaro Usa ha continuato a rafforzarsi mentre la crescita americana è rimasta stabile e la Fed ha mantenuto fede alla promessa di alzare i tassi (a dicembre). La divisa statunitense ha guadagnato circa il 10% in euro nel corso dell’anno quindi non sorprende che la categoria Global bond USD Hedged con il suo 11,21% abbia fatto meglio di quella unhedged (5,39% e del +7,7% fatto segnare dal Morningstar Global Government Bond Index. La categoria Global bond EUR Hedged, invece, è scesa dell’1,07%. La maggior parte dei fondi obbligazionari con un giudizio positivo di Morningstar ha fatto meglio rispetto alla categoria di appartenenza.

Un altro fattore che ha guidato la categoria Global bond è stato l’andamento delle valute emergenti all’inizio dell’estate. I dati deludenti della Cina, l’escalation della crisi politica in Brasile hanno dato via al sell off su quasi tutte le divise dei paesi in via di sviluppo. Nel frattempo lo yen ha continuato ad apprezzarsi contro dollaro ed euro mettendo gli economisti davanti alla possibilità di un taglio dei tassi da parte della Bank of Japan nel pieno di un indebolimento dell’economia nipponica.

I government bond tornano di moda nel 2016
Il calo del dollaro verso l’euro fin dall’inizio del 2016 ha cambiato i corsi di alcuni fondi della categoria Global bond: il segmento dollar hedged è salito dello 0,11% da inizio anno fino a maggio, mentre quello euro è salito del 2,81%. L’indice Morningstar Global Bond Government è migliorato del 4,35%. Nel frattempo il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso insieme a quello delle obbligazioni governative europee, mentre gli investitori cercavano porti sicuri in cui rifugiarsi. Questo ha favorito soprattutto i fondi con una maggiore sensibilità ai tassi di interesse.

Fondi euro bond

Un 2015 in altalena
La Bce a gennaio ha annunciato che avrebbe acquistato più di mille miliardi di bond nel corso dei seguenti 19 mesi dando una spinta ai guadagni degli investitori in obbligazioni governative, mentre il rendimento del Bund decennale è crollato da gennaio ad aprile. Gli operatori nei primi tre mesi dell’anno si sono buttati sul debito a più lungo termine aiutando le fortune dei fondi con un sovrappeso su questo tipo di carta. Le categorie Euro Government bond e la Euro Government bond breve termine hanno fatto segnare rispettivamente +3,3% e 0,65% (in euro) nel primo trimestre, mentre il segmento dedicato a lungo termine ha chiuso a +11%.

Verso fine aprile, tuttavia, il mercato si è girato con il Bund decennale che è salito di quasi l’1% in attesa di una ripresa del prezzo del petrolio e dell’inflazione. I fondi dedicati ai bond governativi denominati in euro sono scesi mediamente del 4,5% nel secondo trimestre. Nella seconda metà dell’anno l’accordo sul debito greco e i segni di un rallentamento della crescita globale hanno spinto gli investitori verso i governativi europei, facendo partire il rally di quello italiano in particolare. Nei 12 mesi del 2015 la categoria EUR government bond è salita di 86 basi point, facendo peggio dell’indice Morningstar Eurozone Bond. La categoria a breve termine è salita di 35 pb.

Praticamente tutti i fondi con Analyst rating della categoria EUR government bond hanno finito l’anno vicino al quartile più alto. Il tema ricorrente fra i manager è stato quello di sottopesare la duration nella speranza di proteggere gli investitori da un potenziale rialzo. Nel frattempo hanno diversificato con il debito high yeld, in particolare quello governativo periferico.

La categoria Core European Bond torna in auge
Dall’inizio del 2016 fino a maggio i rendimenti della maggior parte dei bond governativi sono crollati, mentre gli investitori, spaventati dalla debole crescita mondiale e dalle preoccupazioni sull’andamento della Cina, cercavano la protezione dei porti sicuri. La categoria EUR Government bond ha guadagnato il 2,3% fino a maggio, finendo alle spalle del Morningstar Eurozone index (+3,21%). A guidarla sono stati i fondi con i government bond dagli yield più bassi.

Euro corporate e commodity
Il 2015 è stato un anno deludente per chi ha investito nei corporate bond euro. E’ vero che il segmento ha approfittato in parte del programma di stimolo della Bce, ma l’effetto è stato vanificato in parte da un eccesso di carta sul mercato. Le aziende hanno fatto emissioni per 270 miliardi di bond denominati in euro, il livello massimo dal 2009. Secondo l’indice Morningstar Eurobond Corporate, il settore ha perso, nel 2015, 59 punti base. La metà dei fondi con medaglia della categoria Eur corporate bond hanno finito l’anno nella prima metà del segmento, facendo meglio dell’indice Morningstar Eurobond Corporate.

All’interno del settore del debito societario, la carta emessa dalle istituzioni finanziarie è stata una delle poche note positive. Questo anche grazie al fatto che banche e assicurazioni hanno potuto approfittare del “denaro facile” messo a disposizione dalla Bce. La maggior parte dei fondi con Analyst rating alto per la maggior parte del 2015 hanno sovrappesato i bond finanziari. Tuttavia, le diverse performance delle singole società indicano che non c’è stata una diretta correlazione fra l’esposizione dei portafogli al settore e la loro performance relativa.

Nel settore dei materiali di base, i bond hanno perso mediamente il 7%. Alcune società minerarie di alto profilo come Glencore e Anglo American hanno visto il valore delle loro obbligazioni scendere anche del 20%. I fondi con medaglia nella maggior parte dei casi avevano sottopesato il comparto.

Un lento recupero nel 2016
Dopo un inizio di 2016 volatile che ha visto gli spread allargarsi significativamente, i fondi dedicati ai corporate bond hanno potuto approfittare ancora della politica della Banca centrale. In particolare dell’annuncio da parte della Bce dell’allargamento del suo programma di acquisto di bond ai corporate di altri settori rispetto a quello finanziario. Alcune delle emissioni che erano state duramente colpite nel 2015 sono così riuscite a mettere a segno performance due cifre (fino a maggio). Questo ha determinato il risveglio di parecchi fondi. In generale la categoria EUR Corporate bond è salita del 2,29%, mettendosi alle spalle dell’indice Morningstar Eurobond Corporate (+3,20%). La categoria a breve termine ha segnato +0,52%. Questo dimostra che gli investitori farebbero bene a non lasciare le strategie di lungo termine quando hanno un portafoglio diversificato con fondi sul reddito fisso.

Bond Euro diversificati, un anno di sfide poco eccitanti
I fondi che investono in un mix di bond (government e corporate) nel 2016 hanno segnato performance che vanno da appena positive ad appena negative, guadagnando (in media) solo 36 punti base. A causa dell’atteggiamento risk on/risk off che ha dominato il mercato, pochi gestori sono stati capaci di anticipare le correzioni dei mercati. Dall’inizio del 2016, il rally delle emissioni a lunga scadenza e il generale recupero dei corporate ha dato una spinta facendo crescere (mediamente) i fondi della categoria dell’1,78% fino a fine maggio.

Nella categoria a breve termine i fondi sono saliti mediamente di 10 punti base. I portafogli che hanno fatto meglio sono stati quelli che hanno sovrappesato il debito spagnolo e italiano.

 

Fondi obbligazionari sterline

Il 2015 ringrazia i finanziari
Nel mercato obbligazionario del Regno Unito nel 2015 ci sono state parecchie incertezze e i rendimenti sono stati deludenti. All’inizio dell’anno molti si sono chiesti se il primo rialzo dei tassi dopo un decennio da parte della Bank of England fosse una possibilità concreta. Poi sono arrivati i deludenti dati sull’inflazione che hanno spinto la BoE a non muoversi. La categoria Government bond GBP è rimasta praticamente immobile nel corso dell’anno. I fondi hanno mediamente dato un rendimento di 12 punti base (in sterline) mentre l’indice Morningstar UK bond ha fatto segnare un return di 35 pb. Gli strumenti con Analyst rating della categoria hanno fatto meglio della media di categoria.

Sul fronte dei corporate bond i rendimenti sono stati deludenti (38 pb nel 2015). I gestori che hanno puntato sulle emissioni sui bond subordinati di banche e assicurazioni, tuttavia, sono stati capaci di fare meglio dei concorrenti grazie al rally del segmento bancario nei primi e negli ultimi mesi dell’anno.

L’avversione al rischio ha dominato dall’inizio del 2016
All’inizio del 2016 sono cambiate le fortune di molti gestori specializzati sui corporate UK anche per colpa del sell-off che ha interessato il settore finanziario nel primo trimestre a causa dei risultati deludenti di molte banche. Il settore ha rimbalzato nelle settimane seguenti contribuendo al +3,70% fatto segnare dalla categoria GBP Corporate bond fino a maggio. In generale i gestori che hanno visto con scetticismo il settore bancario sono stati quelli che hanno fatto meglio.

Quello che ha catalizzato di più l’attenzione degli investitori è stato il referendum per la Brexit del 23 giugno. Le incertezze sull’esito della votazione ha spinto molti a cercare porti sicuri, spingendo in basso i rendimenti. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Shannon Kirwin  is a fund analyst with Morningstar

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