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Le Borse fanno fatica

Europa volatile condizionata dall’aumento del prezzo del petrolio e dai nuovi dati sull’occupazione americana in calo. A Milano (-0,07%) c’è stato un progressivo indebolimento dei finanziari. New York sale e pensa ai tassi di interesse. 

Marco Caprotti 05/05/2016 | 17:42

Seduta di alti e bassi con finale sul filo della parità per le Borse europee. La giornata è stata a due facce. A fare da traino ha provato il rally del petrolio, alimentato dalle interruzioni alla produzione in Canada (a causa di un incendio di vaste dimensioni) e in Libia (dove le violenze sono in aumento). Poi l’attenzione si è spostata negli Stati Uniti: le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono cresciute più delle attese. Il dato segue quello deludente di ieri calcolato da Adp, secondo cui il mese scorso è stato creato nel settore privato il numero di posti di lavoro più contenuto dall'aprile 2013. Le premesse non sono buone per il rapporto sull'occupazione che il governo Usa pubblicherà domani e dal quale dipende la politica monetaria della Federal Reserve.

A Milano (-0,07%) si è visto il progressivo indebolimento dei bancari anche a causa della situazione delicata di Veneto Banca, chiamata a sciogliere a breve i nodi su aumento di capitale e quotazione in Borsa. Azimut è scivolata dopo i conti del primo trimestre.

New York su
Wall Street viaggia in rialzo dopo due sedute di fila in calo. Le discussioni fra gli investitori vertono ancora una volta sulla politica monetaria della Banca centrale Usa. Il mercato, in generale, non si aspetta più di un rialzo dei tassi nel 2016. 

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Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.