Le Borse vanno in altalena

Seduta incerta per l’Europa. Gli investitori stanno studiando le decisioni della Bce che ha promesso che i tassi resteranno bassi a lungo. A Milano (+0,40%) il focus è stato sulle banche. In progresso Fca. New York cerca di consolidare i massimi.  

Marco Caprotti 21/04/2016 | 17:39

Seduta volatile con intonazione negativa per le Borse europee. A catalizzare l'attenzione è stata la Banca centrale europea, che ha deciso di lasciare invariato il costo del denaro. In conferenza stampa il governatore Mario Draghi ha spiegato che i tassi di interesse resteranno sui livelli attuali (o più bassi) a lungo, anche oltre l'orizzonte temporale fissato a settembre 2017 se fosse necessario. Il petrolio, che ieri si era portato sui massimi del 2016 sulle scia delle voci su di un possibile incontro tra paesi Opec e non Opec in Russia il mese prossimo per parlare di un potenziale congelamento della produzione, è oggi poco mosso e si attesta in modesto aumento, confermandosi al di sopra dei 44 dollari al barile.

A Milano, che ha chiuso a +0,40%, si è fatta vedere la Bper che ha beneficiato delle indiscrezioni sull'interesse di alcuni fondi Usa per il portafoglio di 900 milioni di Npl in vendita. Corsa anche per Unicredit dopo l'ok Consob al prospetto di aumento e di Ipo della Popolare di Vicenza di cui è garante. In ripresa il settore auto, dopo che Volkswagen avrebbe raggiunto un accordo con le autorità Usa sullo scandalo delle emissioni truccate. In coda al listino Snam dopo i tagli di rating di Ubs e Citigroup. Debole il lusso.

New York cauta
Poco mossa Wall Street. I listini che cercano di assestarsi sui massimi del 2016 toccati ieri (il Dow Jones resta comunque sopra i 18.000 punti e lo S&P 500 sopra i 2.100 punti). Gli investitori studiano le notizie contrastanti arrivate dal fronte macroeconomico americano: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate al minimo dal 1973, mentre il dato stilato dalla Fed di Philadelphia sull’indice di produzione è stato nettamente inferiore alle previsioni. Il superindice sull’economia calcolato dal Conference Board è salito dello 0,2% a 123,4 punti in marzo. Il dato e' inferiore alle attese degli analisti, che si aspettavano una crescita dello 0,4%.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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