Etf a confronto: Msci Emerging Markets

Partendo dalle ricerche Morningstar, abbiamo analizzato i diversi replicanti dedicati ai mercati azionari emergenti globali, disponibili in Europa.

Valerio Baselli 11/04/2016 | 09:40
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Nel corso degli ultimi quattro anni le prospettive globali si sono sempre più divise tra la ripresa dei mercati sviluppati e la caduta degli emergenti. Se da un lato, infatti, le economie avanzate si sono ormai rialzate dalla crisi del 2008, dall’altro i paesi in via di sviluppo hanno fortemente sofferto il crollo dei prezzi delle materie prime e l’instabilità cinese.

L’aumento dei consumi interni sarà probabilmente un fattore chiave della crescita nei mercati emergenti nel breve-medio periodo. Tuttavia, un fondo che si basa sulla capitalizzazione di mercato ponderata potrebbe non essere lo strumento più indicato per cavalcare questo trend visto che, di solito, questi comparti hanno una grande esposizione a settori ciclici come i servizi finanziari, l’energia e i materiali di base.

L’equity emergente, come asset class investibile, ha solo 25 anni di vita. Il boom è arrivato all’inizio del nuovo millenio, grazie a una combinazione di fattori, su tutti la macchina cinese che viaggiava a pieno ritmo con dei tassi di crescita annui del 10%.

Attualmente, i venti favorevoli che hanno permesso all’azionario emergente di segnare rendimenti spettacolari durante il primo decennio del 2000 si sono ormai affievoliti. La Cina sta attraversando una fase di transizione da un modello orientato agli investimenti e alle esportazioni a uno trainato dai consumi interni, ed è probabile che questa fase di rallentamento continui nel breve termine. I flussi esteri, in particolare, sono diventati molto più volatili, soprattutto in questi paesi con fondamentali più fragili.

Quasi tutti i mercati emergenti sembrano trovarsi in un periodo di lenta crescita economica nel breve e medio termine. La causa, in parte, è da ricercarsi nel fatto che durante gli anni del boom molti paesi (in particolare quelli fortemente dipendenti dalle materie prime come il Brasile, la Russia, e Sud Africa) non sono stati in grado di implementare quelle riforme strutturali necessarie che avrebbero aiutato ad affrontare meglio la crisi attuale. Inoltre, la crescita globale rimane contenuta, il che pesa sulle economie orientate all'export come Taiwan e la Corea del Sud. E i prezzi delle materie prime, in primis del petrolio, restano deboli, fattore che continua a danneggiare le nazioni esportatrici di commodity.

L’indice
L’Msci EM copre circa l’85% della capitalizzazione totale dei mercati emergenti e comprende 23 paesi, che devono soddisfare dei criteri minimi di liquidità. I titoli vengono pesati secondo la capitalizzazione, tenendo conto del flottante. L’aggiustamento serve a garantire una liquidità dei titoli replicati più alta rispetto alla semplice ponderazione in base alla sola capitalizzazione. L’indice viene rivisto trimestralmente. Attualmente, conta 835 titoli azionari. I paesi con peso maggiore sono la Cina (24%), la Corea del Sud (15%) e Taiwan (13%). I settori più rappresentati sono il finanziario (27%), la tecnologia (21%) e i beni di consumo discrezionali (10%).

L’offerta europea
Nel Vecchio continente sono quotati 16 Exchange traded funds che replicano l’Msci Emerging Markets (comprensivi anche delle varianti “Sri” o a bassa volatilità). Di seguito un focus su quelli coperti dalla ricerca qualitativa Morningstar.

ETF Msci EM EMEA 2

Lyxor MSCI Emerging Markets UCITS ETF C-EUR 
Il fondo usa il metodo sintetico o “swap-based”,  per replicare la performance dell'indice. Questo significa che l’Etf possiede un paniere sostitutivo di titoli che in questo caso è composto da azioni blue chips. In pratica, Lyxor accende un contratto swap Otc (Over the counter) con una controparte che è quasi sempre Société Générale, capogruppo di Lyxor. Nel caso di controparte terza, Société Générale garantisce lo swap, fornendo un ulteriore livello di protezione per gli investitori. Lo swap viene “resettato” ogni volta che il rischio di controparte diventa positivo (cioè quando il valore del paniere collaterale è inferiore a quello dell’indice replicato). Il Ter è pari allo 0,55%, sopra la media di categoria.

iShares MSCI Emerging Markets UCITS ETF (Dist) (EUR)
iShares utilizza la tecnica di replica fisica per offrire la performance dell’indice. Tuttavia, al fine di limitare i costi di negoziazione e acquistare titoli liquidi, ricorre a pratiche di ottimizzazione. iShares può effettuare il prestito titoli per un importo fino al 100% del valore patrimoniale netto (Nav) del fondo. Blackrock, società madre di iShares, gestisce il processo di prestito titoli e si tiene il 37,5% dei redditi derivanti, mentre il 62,5% restante viene condiviso con gli aderenti all’Etf. Questa pratica comporta un rischio di controparte dato che il soggetto al quale i titoli vengono dati in prestito potrebbe fallire. Per minimizzarlo, l’emittente è tenuto a possedere un collaterale a garanzia con valore compreso tra il 102,5% e il 112% del prestito. Le commissioni annue ammontano a 75 punti base, tra le più alte di categoria.

db x-trackers MSCI Emerging Markets Index UCITS ETF 1C (EUR)
Questo Etf utilizza la replica sintetica per tracciare il benchmark, attraverso un contratto swap la cui controparte è Deutsche Bank. Il paniere collaterale è detenuto da una terza parte (State Street), che controlla anche l'esposizione al rischio di controparte per ogni Etf di db x-trackers. Il basket posto a garanzia è costituito da blue chip tedesche, svizzere e asiatiche. In caso di inadempimento della controparte, vi è il rischio che il liquidatore possa congelare il collaterale, costringendo i sottoscrittori ad attendere per ritirare la loro quota. Lo swap, tuttavia, viene “resettato” ogni qualvolta il rischio controparte superi il 5% del Nav. I livelli di garanzia sono fissati al 105-120% del Nav del fondo, tra i più alti della categoria. db x-trackers non effettua operazioni di prestito titoli. Inoltre, l’Etf non distribuisce dividendi agli investitori. Il Ter è 65 punti base, sopra la media di categoria.

HSBC MSCI Emerging Markets UCITS ETF (USD)
Dato l’elevato numero di titoli presenti, il fondo traccia l’indice attraverso una replica fisica ottimizzata. In pratica, l’Etf acquista un insieme di titoli scelti in modo da creare un portafoglio sufficientemente simile a quello del benchmark ma con un numero di componenti inferiore, in modo da ottimizzare i costi di transazione. HSBC reinveste i dividendi nel benchmark fino alla distribuzione, che avviene trimestralmente, e non effettua prestito titoli. Le commissioni sono pari allo 0,60%.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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