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VIDEO: Il destino dei bond nelle mani di Yellen e Draghi

Per Stefan Isaacs (M&G) la sfida principale per chi investe nel reddito fisso saranno le politiche monetarie della Fed e della Bce. Le migliori opportunità sono nell’universo delle obbligazioni societarie a lunga scadenza.

Valerio Baselli 02/12/2015 | 09:52

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Siamo alla Morningstar Investment Conference di Milano e mi trovo con Stefan Isaacs, gestore obbligazionario di M&G Investments. Buongiorno Stefan e grazie.

Stefan Isaacs: E’ un piacere essere qui.

Baselli: Il 2015 è stato un anno complicato per gli investitori obbligazionari: deflazione, Grecia, tassi d’interesse ai minimi. Oggi dove trovate valore nell’universo del reddito fisso?

Isaacs: Sì è vero, è stato un anno pieno di sfide per il reddito fisso. Credo però che tutte le asset class abbiano incontrato difficoltà legate alla bassa crescita mondiale e all’incertezza delle politiche monetarie delle banche centrali. Abbiamo appunto avuto il problema della Grecia all’inizio dell’anno. Tutto questo ha mantenuto i rendimenti obbligazionari a 12 mesi a un livello piuttosto basso e non vediamo valore in Usa, né in UK o in Europa. Crediamo invece ci siano buone opportunità nell’universo dei corporate bond (obbligazioni societarie), i cui spread hanno sottoperformato quest’anno a causa delle ragioni che abbiamo detto. Si sono in genere mossi verso l’alto, sia gli “high yield” che gli “investment grade”. Pensiamo valga la pena posizionarsi sui corporate bond a lunga scadenza, sia su quelli americani che su quelli europei, dato che gli spread si stanno appunto alzando.

Baselli: Quali sono i principali rischi per gli investitori obbligazionari attualmente?

Isaacs: Credo che la sfida principale sia rappresentata dalle prossime decisioni delle banche centrali e da come queste influenzeranno i rendimenti dei bond governativi. Cosa farà la Fed? Quanto velocemente deciderà di alzare i tassi, se alla fine lo vorrà fare davvero quest’anno o magari nel 2016? Quali saranno le mosse della Bce? Altra liquidità? Siamo in una situazione senza precendenti e perciò c’è molta incertezza. Specialmente con i Titoli di Stato ai minimi storici, questo è una sfida per gli investitori obbligazionari. Dobbiamo pensare al rischio “duration” nel lungo perido, a proteggere il capitale nel caso di una risalita dei tassi d’interesse, e cercare altre opportunità dove invece si potrà beneficiare di questa risalita.

Baselli: Ecco, parlando delle banche centrali, qual è la vostra previsione sulla prossima riunione della Federal Reserve a dicembre? E quali sono le possibili conseguenze per i mercati europei?

Isaacs: E’ sempre difficile prevedere come le banche centrali si comporteranno. Specialmente nel caso della Fed, che è molto dipendente dai dati macroeconomici. Credo che voglia guadagnare più tempo possibile prima di prendere qualsiasi decisione. Certo è da un po’ di tempo che la Fed è dietro la curva, che l’occupazione negli Stati Uniti è vicina al livello massimo, che questo potrebbe portare nel medio periodo a una pressione per alzare i salari, e perciò la Fed dovrebbe pensare a stabilizzare la politica monetaria. Probabilmente è quello che faranno, se non in dicembre sarà all’inizio dell’anno prossimo. Credo che lo faranno in modo molto graduale, quindi crediamo che gli effetti sul mercato non saranno enormi, al contrario è un buon segno, vuol dire che l’economia si stabilizza.

Per quanto riguarda i mercati europei, penso che uno degli effetti principali sarà sul rapporto tra l’euro e il dollaro, e se la Bce continuerà a svalutare la divisa europea mentre la Fed alza i tassi, questo dovrebbe rafforzare il dollaro e din conseguenza portare un po’ d’inflazione nell’Eurozona e questo è quello che la Bce vuole ottenere.

Baselli: Grazie Stefan.

Isaacs: Grazie, è stato un piacere.

Baselli: Per Morningstar, Valerio Baselli, grazie per l’attenzione.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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