Etf, i flussi europei sfiorano il record

Il risultato del terzo trimestre è stato uno dei migliori. L’asset preferito resta l’equity dei paesi sviluppati, tranne quello giapponese. I bond corrono ancora, ma solo in ottica di protezione. 

Jose Garcia Zarate 26/10/2015 | 09:50
Facebook Twitter LinkedIn

Il mercato europeo degli Etf ha ritrovato un po’ di vitalità nel terzo trimestre del 2015 con flussi netti stimati per 17,7 miliardi di euro. Storicamente si tratta del secondo periodo da record dopo quello di gennaio-marzo (31 miliardi). E’ stato un risultato positivo soprattutto alla luce della crescente volatilità dei mercati finanziari. Nel terzo trimestre sono emerse nuove preoccupazioni riguardo alla salute dell’economia globale a causa della percezione di un veloce rallentamento dei paesi emergenti (e in particolare della Cina). I timori sono stati mitigati, almeno parzialmente, dal fatto che la Fed ha detto di voler tenere in considerazione la situazione mondiale e non solo quella Usa prima di alzare i tassi. In questo modo si sta ponendo come la Banca centrale globale e non solo americana. Nel frattempo la Bce ha deciso di mantenere la sua politica ultra-accomodante, anche alla luce dei problemi portati dalla frenata delle aree in via di sviluppo.

Il dettaglio trimestrale delle macro-categorie mostra una chiara preferenza per l’esposizione azionaria, con flussi per 12,6 miliardi rispetto ai 0,9 miliardi del secondo trimestre. Anche il reddito fisso è andato abbastanza bene con 4,4 miliardi (rispetto agli 1,6 del second quarter). Nel frattempo, il calo dei prezzi delle commodity ha spinto gli investitori a liquidare circa 0,96 miliardi dagli Etp che danno esposizione a questa asset class. 

Flussi netti ETP per macro categorie

Sì ai paesi sviluppati, tranne il Giappone
I dati sui flussi per il trimestre continuano a mostrare che le azioni dei mercati sviluppati sono l’investimento preferito per gli operatori europei interessati agli Etf. Non piacciono, invece, i replicanti dedicati ai mercati emergenti che continuano a registrare deflussi.

In base ai nostri calcoli, le maggiori esposizioni riguardano l’azionario dell’Eurozona large cap (con flussi per 4,5 miliardi), lo US large cap (2,6 miliardi) e lo Europe large cap (2,6 miliardi).

Gli indici più seguiti sono sempre quelli famosi, come lo Eurostoxx 50, l’S&P500 e l’Msci Europe, per gli investimenti settoriali o il Dax e il Ftse100 per l’esposizione ai singoli paesi.

Il mercato sviluppato che è passato di moda nel terzo trimestre, rispetto ai periodi precedenti, è quello giapponese. Gli investitori europei sembrano aver perso la pazienza a causa delle promesse non realizzate di una ripresa economica. Senza contare la grande vulnerabilità che sta mostrando il Sol levante nei confronti del rallentamento della congiuntura cinese.

Reddito fisso, il successo ha i giorni contati?
I dati trimestrali sugli Etf rivelano che gli investitori cercano di proteggersi dai rischi aumentando le posizioni nel reddito fisso. Il grosso dei flussi si è diretto verso i classici strumenti dedicati ai bond governativi, in particolare quelli che danno esposizione alle scadenze più brevi. Questo indica che gli investitori non stanno cercando rendimento ma, piuttosto, una polizza assicurativa per difendersi dalla volatilità dei mercati azionari. Non dovrebbe sorprendere vedere buona parte di queste posizioni ridursi, se la turbolenza nei mercati equity nel quarto trimestre dovesse diminuire.

In generale il 2015 promette di essere un buon anno per il settore degli Etf europei. Con un ultimo trimestre prima di arrivare alla fine dell’anno, i nuovi flussi arrivati su questa asset class hanno raggiunto i 52,8 miliardi. In pratica, 1,8 miliardi in più rispetto al record annuale di 51 miliardi toccato nel 2008. Per non arrivare a un nuovo massimo, ci dovrebbe essere un forte deflusso negli ultimi mesi del 2015. Questa dinamica positiva ha però dovuto fare i conti con le perdite in conto capitale. La performance dei mercati finanziari, in particolare di quelli equity, negli ultimi due trimestri è stata deludente. Il risultato è che gli asset in gestione degli Etp domiciliati in Europa alla fine del terzo trimestre del 2015 ammontavano a 430 miliardi, in calo rispetto ai 461 miliardi segnati a maggio. 

Patrimonio in gestione ETP europei

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Jose Garcia Zarate  is an ETF analyst with Morningstar UK.

© Copyright 2024 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookie Settings        Disclosures