Eurolandia guarda agli Usa

Avvio contratto per le Borse europee. Gli operatori sembrano intenzionati a raccogliere i guadagni delle ultime sedute, ma il dato sull'occupazione negli Stati Uniti potrebbe ridare vigore agli acquisti. Milano piatta. Tokyo ha chiuso a +1,17%

Francesco Lavecchia 06/03/2015 | 09:46
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Avvio contrastato sulle piazze finanziarie del Vecchio continente. Dopo i guadagni realizzati ieri, sulla scia dei chiarimenti sul Quantitative  easing, da parte della Bce, e sulle migliori stime di crescita per i prossimi due anni, i listini dell’area euro sembrano voler rifiatare. Partenza piatta per Milano, dove prevalgono le prese di profitto su titoli come Luxottica e Moncler, che ieri hanno registrato i guadagni maggiori.

Madrid comincia la seduta in rialzo grazie al dato positivo sulla produzione industriale, che nel mese di gennaio è salita oltre le attese. Nel pomeriggio, occhi puntati sul dato relativo all’occupazione negli Usa. Un risultato positivo potrebbe riportare gli indici di Wall Street sui massimi. Sul fronte del debito sovrano si registra il nuovo calo dello spread italiano, che ora viaggia attorno ai 93 punti base. Il cambio euro/dollaro si mantiene stabile a quota 1,10.

Tokyo sale ancora  
Seduta negativa per i listini asiatici.  Le Borse cinesi hanno continuato a pagare il taglio delle stime di crescita del Pil per il 2015 (da 7,5% a 7%). Shanghai ha chiuso a -0,22%, mentre Hong Kong ha fatto segnare -0,12%. Sotto la parità anche Sydney. A Tokyo, invece, l'indice Nikkey ha chiuso la quinta settimana consecutiva di guadagni registrando un rialzo dell'1,17%. Oltre alla buona intonazione di Wall Street e di Eurolandia, a spingere le contrattazioni è stato il nuovo indebolimento dello yen nei confronti del dollaro Usa e le speculazioni circa nuove possibili M&A.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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