Cresce la consulenza finanziaria

Secondo una ricerca Natixis, il 63% dei financial advisor italiani ha un’attività in espansione. I problemi principali sono la gestione dell’emotività e la mancanza di obiettivi.

Valerio Baselli 15/10/2014 | 11:22
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Chi è in crisi, cerca consiglio, verrebbe da pensare. L’industria della consulenza finanziaria, infatti, sta crescendo in maniera esponenziale a livello globale. E l’Italia non è da meno. A dirlo è il Global survey of financial advisors 2014 a cura di Natixis Global Asset Management, uno studio condotto tra giugno e luglio di quest’anno su 1.800 promotori e consulenti finanziari in Europa, Asia, America e Medio Oriente, 150 dei quali italiani.

La ricerca mostra il balzo che il settore della consulenza finanziaria ha registrato in Italia dove il 63% dei promotori e dei consulenti finanziari indica una crescita della propria attività forte o molto forte nel 2014, in linea fra l’altro con l’andamento globale (62%).

Clienti emotivi da gestire
Nonostante la fiducia nel futuro, gli advisors intervistati indicano i fattori legati al pricing dei servizi di consulenza e alle reazioni emotive dei clienti (86%) come le maggiori sfide da affrontare.

“La ricerca mostra una chiaro scollamento tra consulenti e investitori su come e quanto un atteggiamento irrazionale possa influire sui risultati”, afferma in una nota Antonio Bottillo, amministratore delegato per l’Italia di Natixis Global Asset Management. “Questo scollamento potrebbe essere risolto attraverso un diverso tipo di conversazione che conduca a una visione migliore degli obiettivi e dei risultati desiderati. Il consulente, promotore o private banker è l’unica figura che può conoscere in dettaglio le attitudini, le necessità e il profilo di rischio del cliente in modo da accompagnarlo verso un nuovo cammino di investimento”.

Non a caso, il 69% dei consulenti finanziari italiani dichiara di incoraggiare i propri clienti nell’avere un obiettivo di rendimento indipendente dall’andamento generale dei mercati.

Mancanza di realismo
Un dato interessante che ci offre lo studio è che gli investitori italiani dichiarano di aver bisogno di rendimenti medi dell’8% all’anno sopra l’inflazione per raggiungere i propri obiettivi finanziari, un traguardo ben sopra il rendimento medio annuo di mercato registrato negli ultimi 100 anni. Questa aspettativa di crescita alta (e storicamente non realistica) è in netto contrasto con le attitudini e la ben nota avversione al rischio degli italiani.

“Se da un lato gli investitori non hanno una chiara visione dei loro obiettivi, i consulenti finanziari rivestono un ruolo chiave nel comprendere e quantificare ciò di cui hanno bisogno i clienti in futuro in modo da arrivare a un nuovo modo di concepire la performance degli investimenti”, prosegue Bottillo. “I consulenti dovrebbero aiutare gli investitori a definire più chiaramente cosa possono veramente ottenere con i loro investimenti e quanto tempo è necessario per raggiungerlo. Uno sguardo realistico agli obiettivi e una migliore comprensione del rischio può portare a una visione più realistica”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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