Scommessa sullo yen

La politica economica del Giappone non sta ancora dando i frutti sperati da Tokyo. Ma gli operatori hanno ritrovato un po' di ottimismo e contano su un indebolimento della valuta. 

Marco Caprotti 12/03/2014 | 11:08
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Il Giappone non gira a pieno regime, ma gli operatori di mercato sembrano aver ritrovato un po’ di speranza sul futuro della Borsa di Tokyo. Merito anche dell’indebolimento dello yen che potrebbe dare la spinta decisiva a un paese votato all’export. L’indice Msci del Sol levante nell’ultimo mese (fino al 7 marzo e calcolato in euro) ha guadagnato l’1,16% portando a -4,2% la performance da inizio anno.

Il Pil del Giappone ha mostrato nel quarto trimestre una crescita su base trimestrale dello 0,2% rispetto al +0,3% della precedente rilevazione. Il dato è in linea con le attese. “In Giappone l’espansione dovrebbe registrare un leggero rallentamento quest'anno a causa dell'aumento della tassa sui consumi di cui si parlava da tempo”, spiega una nota firmata da Mark Burgess, responsabile investimenti di Threadneedle Investments. “Questo, insieme all’indebolimento dello yen e alla crescente fiducia dei consumatori e delle aziende, dovrebbero contribuire a un utile aumento dell’inflazione”.

Un aiuto dallo yen
Il motivo della sempre maggiore debolezza valutaria è da ricercarsi nelle misure di politica monetaria decise dal governo giapponese insieme alla Bank of Japan nel cosiddetto pacchetto di provvedimenti dell’Abenomics studiato per riportare l’inflazione (conseguenza della crescita) nel paese. “Lo yen nel medio termine dovrebbe scendere nuovamente a un livello pre-Lehman di 120 yen per un dollaro Usa, cosa che dovrebbe favorire ulteriormente la crescita economica, già stimolata dai trend globali”, spiega uno studio di Ernst Glanzmann, gestore specializzato sul Sol levante di Swiss & Global Asset Management. “L’applicazione ad aprile dell’aumento della tassa sui consumi non fermerà la tendenza alla ripresa dell'economia nel lungo termine. È improbabile che i consumatori e le aziende modifichino radicalmente le proprie abitudini di spesa”.

Utili in crescita?
L’ottimismo si trasferisce anche al mercato azionario che, a dire degli operatori, promette una crescita solida: secondo le stime di Glanzmann, per quest’anno e il prossimo c’è da attendersi un aumento annuale degli utili a due cifre. “Con uno yen più debole, le imprese giapponesi raggiungono una redditività ancora maggiore, che possono poi utilizzare per incrementare le spese d’investimento e i salari”, dice Glanzmann. “Ciò implicherebbe la fine della deflazione e stimolerebbe la crescita economica del paese”. 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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