L'hi-tech fa gli straordinari

Non c'è solo Telecom Italia. Il settore IT approfitta di una serie di fusioni e acquisizioni che tengono all'erta gli investitori. 

Marco Caprotti 25/09/2013 | 15:02
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Le operazioni straordinarie danno un’altra spinta al settore tecnologico. L’indice Msci del segmento nell’ultimo mese (fino al 23 settembre e calcolato in euro) ha guadagnato il 2,36%, portando a +13,6% la performance da inizio anno. Merito soprattutto dei riassetti che si stanno verificando in alcuni comparti dell’hi-tech.

La notizia che in questi giorni è finita sotto la lente di ingrandimento degli operatori è l’accordo tra i soci italiani di Telco e l’azionista spagnolo Telefonica a cui andrà il controllo del 66% della holding che detiene il 22,4% di Telecom Italia. Generali, Intesa Sanpaolo e Mediobanca hanno precisato che è stato modificato il patto parasociale di Telco che prevede due fasi di esecuzione. La prima comporta un aumento di capitale riservato a Telefonica per 324 milioni di euro valorizzando così la quota detenuta da Telco in Telecom a 1,09 euro per azione. Generali, dopo l’aumento di capitale, deterrà il 19,33% di Telco, Intesa Sanpaolo e Mediobanca avranno il 7,34% ciascuna. Telefonica ha assunto l’impegno a sottoscrivere un altro aumento di capitale per 117 milioni a seguito del quale salirà al 70%. Dal primo gennaio 2014 inoltre il gruppo spagnolo ha un’opzione per acquistare tutte le azioni di Telco dai soci italiani.

Continuano le M&A
Quella italiana non è l’unica operazione ad aver attirato l’attenzione degli investitori. Il colosso americano del segmento dei semiconduttori Applied Materials (Am) nei giorni scorsi ha annunciato di aver acquistato la giapponese Tokyo Electron per 9,4 miliardi di dollari (in azioni). Si tratta dell’operazione maggiore degli ultimi sei anni da parte di una società straniera in territorio nipponico e dell’ennesimo sussulto di un’ondata di merger&acquisition che segue di poche settimane quella fra l’olandese Asml e l’americana Cymer, acquistata dagli europei per 1,95 miliardi di euro. Ma è anche la risposta al matrimonio fra Lam Research e Novellus System che nel 2011 ha creato un gruppo in grado di erodere quote di mercato ad Am.

L’ondata di consolidamenti, spiegano gli operatori è la diretta conseguenza del successo della vendita di smartphone e tablet che costringe i produttori a competere con sempre nuove soluzioni tecnologiche a cui i loro fornitori devono fra fronte. Per questi ultimi la sfida è quella di ridurre i costi in ricerca e sviluppo. Per questo diventa più conveniente acquistare società che possono avere in rampa di lancio prodotti all’avanguardia.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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