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Morningstar, ogni fondo ha il suo stile

Come orientarsi tra gli indicatori che caratterizzano i titoli in portafoglio. L’importanza delle valutazioni di mercato, della capitalizzazione e della qualità del credito.   

Azzurra Zaglio 23/07/2013 | 10:47

Style box, p/e (prezzo/utile), p/b (prezzo/ valore contabile del capitale), p/c (prezzo/flussi di cassa). La ricerca Morningstar spesso fa riferimento a indicatori e stili di investimento dai nomi e dalle sigle ormai conosciute dal mercato, ma di cui non sempre l’investitore conosce la metodologia che sta a monte. Ma per fare scelte di investimento sempre più mirate è importante sapere come nascono.

La Morningstar style box è stata introdotta nel 1992 per aiutare investitori e consulenti finanziari a determinare lo stile di investimento dei fondi e, quindi, i loro livelli di rischio e le differenze di performance. La style box con la sua matrice a nove quadranti fornisce una rappresentazione visiva intuitiva del posizionamento dei fondi, utile nel processo di costruzione di portafogli ben diversificati.

Lo stile dei fondi azionari
Morningstar classifica i fondi azionari in base alla capitalizzazione di mercato dell’equity (large, mid e small cap) e in base allo stile di investimento scelto dal gestore, a seconda delle prospettive di crescita del fondo (value, blend e growth). Combinate assieme, si arriva a nove possibili posizionamenti di un fondo.

Per suddividere le società per grandezza, Morningstar adotta un approccio flessibile, attribuendo ciascuna società a un’area geografica (Usa, America Latina, Canada, Europa, Giappone, Asia ex-Giappone, Australia-Nuova Zelanda). Le aziende vengono poi valutate in base alla loro posizione all’interno dell’area di appartenenza. Le large cap sono quelle che coprono il 70% del valore totale delle azioni in quell’area, le mid cap rappresentano il successivo 20% e le small cap il restante 10%.

L’attuale modello della Style box utilizza 10 fattori – cinque value  e cinque growth – per misurare l’orientamento di crescita delle società presenti nel fondo. L’assunto di partenza è che il passato non sempre riflette il futuro, pertanto si considerano sia le analisi storiche (hanno un peso pari al 50%), sia quelle future degli analisti Morningstar (l'altro 50%).

L’orientamento di stile riflette il prezzo che un investitore è disposto a pagare per un titolo, in rapporto ai risultati economici delle società e alle prospettive sugli utili. Da qui si determinano una serie di indicatori che ben riassumano le aspettative circa le potenzialità di crescita di ciascun titolo. Come il p/c (price/cash flow) che utilizza le informazioni sui flussi di cassa dell’azienda, il p/e (price/earnings) che tiene conto degli utili societari atteso per l’anno in corso, il p/b (price/book) che indica il differenziale tra il prezzo di mercato e il valore di bilancio del titolo, e i dividendi.

In linea generale, Morningstar classifica growth un valore elevato di questi rapporti di prezzo che indicano delle attese di una forte crescita futura. Value se al contrario i valori sono bassi. Se si trova tra le due soglie critiche, il titolo sarà invece considerato core (o blend), ossia stabile.

Lo stile dei fondi obbligazionari
La stessa matrice di Style Box si utilizza anche per i fondi obbligazionari. Descrive graficamente i  fattori di rischio essenziali per questa tipologia di fondi: l’esposizione ai tassi di interesse e al credito, basati rispettivamente su rating e duration. Basso, medio e alto sono i gradini della scala di riferimento. L’esposizione ai tassi di interesse è un elemento imprescindibile per valutare il rischio relativo agli investimenti nel reddito fisso. In genere, gli strumenti a più lungo termine sono esposti a un rischio maggiore rispetto a quelli di breve durata.

La qualità media del credito non è altro che la capacità di fronteggiare il rischio di insolvenza. Una più elevata probabilità d’insolvenza (basso merito creditizio) si traduce in maggiori oscillazioni dei corsi. Morningstar in una prima fase considera il rating medio delle obbligazioni nel portafoglio assegnato da società di rating specializzate come Moody’s, Ficht e S&P. A ogni risultato assegna un valore numerico e ne calcola la media. Il risultato corrisponde al rischio di credito medio del portafoglio.

Spesso un fondo non investe totalmente solo in azioni o obbligazioni. Esistono infatti delle soglie entro le quali un fondo può decidere di investire in strumenti diversi dalla parte core del portafoglio. In questo caso nelle singole schede fondo e in My Portofolio (Analizza/Indicatori) sono visibili due style box, azionaria e obbligazionaria.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Azzurra Zaglio

Azzurra Zaglio  è Redattrice di Morningstar in Italia.