Pensioni, nuovo Libro bianco Ue
Bruxelles pubblica l’agenda sulla previdenza, elogiando le riforme approvate e spingendo le forme pensionistiche complementari.
A questi temi è dedicato il Libro bianco recentemente pubblicato dalla Commissione Europea, il quale ha come scopo quello di proporre una serie di iniziative volte a creare condizioni di sostenibilità previdenziale e, pur nel rispetto del principio della sussidiarietà (la Commissione non ha potere legislativo, ma solo di indirizzo), suggerire dei principi comuni verso cui gli Stati membri possano tendere.
Vecchio continente, per davvero
Il quadro delineato dai tecnici di Bruxelles è piuttosto chiaro: lo squilibrio dei conti previdenziali non è solo un pericolo potenziale per i bilanci pubblici, è un rischio di povertà per milioni di persone. Le pensioni sono, già oggi, la principale fonte di reddito per circa un quarto della popolazione dell’Ue. In Europa ci sono 120 milioni di pensionati, sono il 24% dei cittadini europei. E ora che i baby boomers (ovvero quei cittadini nati tra il 1945 e il 1964, che hanno vissuto il boom economico europeo) stanno raggiungendo l’età pensionabile il numero è destinato ad aumentare: nel 2008 c’èrano quattro persone in età lavorativa (15-64 anni) per ogni cittadino Ue di 65 anni o più. Entro il 2060 tale proporzione si ridurrà a due contro uno.
Le linee guida
Il Libro bianco (dal titolo “Agenda per le pensioni adeguate, sicure e sostenibili”) propone in particolare di prediligere politiche atte a far sì che coloro che ne sono in grado continuino a lavorare (elogiando i paesi, tra cui l’Italia, il Beglio e il Regno Unito, che hanno recentemente innalzato l’età pensionabile), determinando un migliore equilibrio tra la vita lavorativa e la vita da pensionati.
Ma non solo. Bruxelles sottolinea anche l’importanza di assicurare che le persone che si trasferiscono in un altro paese possano mantenere i loro diritti pensionistici. Inoltre, evidenzia l’esigenza di aiutare le persone a risparmiare di più e garantire che le prospettive di pensione siano mantenute e che, una volta pensionate, le persone ricevano quello che si aspettavano. Su quest’ultimo punto, il Libro dedica una parte anche alla necessità di sviluppare sistemi pensionistici privati complementari incoraggiando le parti sociali a porre in atto tali sistemi e gli Stati membri a ottimizzare gli incentivi fiscali e di altro genere.






