Una bussola per gli Etf
Ecco i criteri più importanti da tenere in considerazione quando si confrontano diversi Exchange traded fund.
Senza entrare in dettagli troppo tecnici, occorre tenere a mente tre aspetti fondamentali quando si confrontano diversi Etf. “Innanzittutto, occorre conoscere l’indice, capire la struttura del replicante e infine valutare i costi totali”, afferma Gordon Rose, analista Etf di Morningstar, in una nota. “Questo elenco non è affatto esaustivo, in quanto ci sono molti punti da considerare quando si valutano degli Etf, ma è comunque un buon punto di partenza, specialmente per gli investitori privati”.
Si parte dall’indice
In primo luogo, quindi, gli investitori devono valutare quale indice è più coerente con gli obiettivi di investimento. Visto che ogni benchmark è diverso, gli investitori hanno bisogno di capire come è composto. Ad esempio, il rischio di un’eccessiva concentrazione in singole azioni o in settori specifici è abbastanza facile da individuare. “Alcuni fornitori di indici utilizzano tetti massimi per il peso dei singoli componenti o dei settori per evitare tale concentrazione. Il gigante petrolifero Petrobras, per esempio, rappresenta circa il 20% dell’Msci Brazil. Il disastro petrolifero avvenuto nel Golfo del Messico nel 2010 è un ottimo esempio dei potenziali pericoli di tale concentrazione”, prosegue la nota.
È anche importante capire la metodologia di ponderazione dell’indice. “La maggior parte dei benchmark è costruito utilizzando il metodo di ponderazione basato sulla capitalizzazione di mercato”, commenta Rose. “Ciò può causare alcuni problemi durante le bolle, per esempio la bolla tecnologica alla fine del 1990, in quanto può portare a un’eccessiva concentrazione in azioni sopravvalutate”. Ma questo non riguarda solo i replicanti azionari, ma anche per quelli del reddito fisso.
Il metodo di replica
Oltre a comprendere la costruzione del benchmark, è molto importante capire il metodo di replica.
Esistono due modalità: quella fisica (l’emittente compra direttamente i titoli dell’indice) e quella sintetica, detta anche swap-based (l’emittente fornisce la performance dell’indice tramite un contratto swap stipulato con una banca d’affari). Entrambe le repliche presentano vantaggi e svantaggi, quindi la scelta rimane personale e dipendente dai propri bisogni individuali. Morningstar ha pubblicato diverse analisi e numerosi articoli al riguardo. Per leggere una breve sintesi delle ricerche Morningstar, clicca qui.
Uno sguardo ai costi
Infine, gli investitori devono sempre considerare i costi totali in capo ad uno strumento d’investimento; costi, che spesso vanno al di là dell’indice Ter (Total expense ratio). Il Ter, che rappresenta la porzione che verrà detratta dal Nav (Net asset value) del fondo per pagare il lavoro del manager, è il costo. “Tuttavia, gli investitori non devono trascurare altre voci, come i costi di negoziazione”, afferma Gordon Rose. “Questi includono le commissioni di intermediazione e lo spread denaro-lettera”.
“Un’altra voce da tenere in considerazione è la tracking difference, ovvero lo scostamente tra la performance dell’Etf e quella dell’indice”. Essa è già in parte considerata nel Ter, ma non totalmente. “È anche importante distinguere la tracking difference dal tracking error, il quale misura la volatilità di breve termine dell’Etf confrontata con quella dell’indice.” Una possibile causa della tracking difference può essere il metodo di replica oppure la politica di distribuzione dei dividendi.
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