ArcelorMittal è inossidabile alla crisi
Il mercato ha scontato oltremodo le negative prospettive del comparto dell'acciaio per i prossimi due anni ma per Morningstar è ancora strong buy.
Nuove acquisizioni all’orizzonte
La multinazionale lussemburghese, inoltre, ha una significativa presenza in tutti i maggiori paesi produttori di acciaio e questo le permette di mitigare il rischio di dipendere dall’economia di un singolo paese o regione. In seguito alla fusione tra Arcelor e Mittal nel 2006, il colosso mondiale dell’acciaio si è reso protagonista di numerose acquisizioni negli anni a seguire. Fino al 2009, quando l’attività di M&A (Merging and Acquisition) ha subito un rallentamento a causa della frenata dell’economia mondiale. Il settore dell’acciaio è fortemente frammentato, basti pensare che ArcelorMittal detiene una quota di mercato soltanto dell’8%. Ecco perché, secondo i nostri analisti, il gruppo lussemburghese ha la possibilità e le risorse per consolidarsi ulteriormente non appena il mercato delle M&A tornerà a essere attivo. Un ostacolo ai progetti di espansione di ArcelorMittal è rappresentato, però, dall’ostruzionismo di alcuni paesi come ad esempio la Cina, che impedisce al capitale straniero di detenere partecipazioni di controllo in società cinesi del settore, che Pechino ritiene strategico per lo sviluppo del Paese. Per i prossimi anni gli analisti di Morningstar prevedono una limitata crescita del fatturato, intorno al 4%-5% annuo, e un miglioramento del margine operativo che dovrebbe progredire dall’attuale 7% all’11% nel 2015. L’effetto della debole domanda di acciaio verrà, infatti, mitigato dal miglioramento del prezzo e dall’effetto del deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro Usa.






