ArcelorMittal è inossidabile alla crisi

Il mercato ha scontato oltremodo le negative prospettive del comparto dell'acciaio per i prossimi due anni ma per Morningstar è ancora strong buy.

Francesco Lavecchia | 01-02-12 | Invia Articolo via E-mail

Il mercato prevede tempi duri per l’economia globale e si affretta a vendere l’acciaio. I dati sul rallentamento della produzione industriale in Cina ed Europa hanno fatto calare i prezzi della materia prima e con essi i rendimenti delle società del settore. ArcelorMittal, primo produttore di acciaio al mondo, ha lasciato sul mercato, negli ultimi 12 mesi, circa il 40% della sua capitalizzazione di mercato. Gli analisti di Morningstar giudicano questa reazione sproposita, in quanto non tiene conto della posizione di vantaggio che la società può vantare all’interno del settore, e conferma il suo prezzo obiettivo a quota 35 euro per azione che vale ad ArcelorMittal un rating di cinque stelle, ovvero una raccomandazione di “strong buy” . Nonostante la forte incertezza che ha caratterizzato il mercato negli ultimi anni e la pressione sui prezzi abbia ridotto i margini di profitto, secondo Morningstar ArcelorMittal è ben posizionata per beneficiare della ripresa economica grazie alla sua forte integrazione verticale, che le permette di ridurre il costo legato alle materie prime e la volatilità dei sui utili, e alla sua esposizione sui mercati emergenti. In Brasile detiene una quota di mercato del 30%. Qui i settori dell’automotive e delle costruzioni stanno vivendo una fase di grande espansione e l’organizzazione dei prossimi mondiali di calcio e dei giochi olimpici del 2016 promettono di alimentare la domanda di acciaio anche nei prossimi anni. 

Nuove acquisizioni all’orizzonte
La multinazionale lussemburghese, inoltre, ha una significativa presenza in tutti i maggiori paesi produttori di acciaio e questo le permette di mitigare il rischio di dipendere dall’economia di un singolo paese o regione. In seguito alla fusione tra Arcelor e Mittal nel 2006, il colosso mondiale dell’acciaio si è reso protagonista di numerose acquisizioni negli anni a seguire. Fino al 2009, quando l’attività di M&A (Merging and Acquisition) ha subito un rallentamento a causa della frenata dell’economia mondiale. Il settore dell’acciaio è fortemente frammentato, basti pensare che ArcelorMittal detiene una quota di mercato soltanto dell’8%. Ecco perché, secondo i nostri analisti, il gruppo lussemburghese ha la possibilità e le risorse per consolidarsi ulteriormente non appena il mercato delle M&A tornerà a essere attivo. Un ostacolo ai progetti di espansione di ArcelorMittal è rappresentato, però, dall’ostruzionismo di alcuni paesi come ad esempio la Cina, che impedisce al capitale straniero di detenere partecipazioni di controllo in società cinesi del settore, che Pechino ritiene strategico per lo sviluppo del Paese.  Per i prossimi anni gli analisti di Morningstar prevedono una limitata crescita del fatturato, intorno al 4%-5% annuo, e un miglioramento del margine operativo che dovrebbe progredire dall’attuale 7% all’11% nel 2015. L’effetto della debole domanda di acciaio verrà, infatti, mitigato dal miglioramento del prezzo e dall’effetto del deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro Usa.             

 

 

Francesco Lavecchia è Analista Azionario di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifiche azioni Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.