Gli investitori scelgono gli Etp

Etc ed Etf non seguono l’industria dei fondi e raccolgono 19 miliardi nel 2011. Ancora da migliorare la liquidità nel frammentato mercato europeo.

Valerio Baselli | 29-12-11 | Invia Articolo via E-mail

Nel 2011 gli Exchange traded fund e gli Exchange traded commodity europei si sono difesi bene, soprattutto in rapporto al resto dell’industria dei fondi Ucits. Alla fine di novembre, gli Exchange traded product (che includono Etf ed Etc) hanno registrato flussi in entrata per 19 miliardi di euro, mentre, secondo la Efama (European fund and asset management association), i fondi Ucits complessivamente considerati avevano registrato a fine ottobre flussi in uscita per 75,4 miliardi. Inoltre, il patrimonio gestito dagli Etp ha messo a segno un incremento del 10% rispetto a fine 2010. Se da un lato questo dato è inferiore alla media storica del 35%, dall’altro dimostra il persistere di un interesse crescente degli investitori verso gli Etf rispetto ad altri strumenti di investimento. 

Investitori più consapevoli
Un recente report pubblicato da Source, specialista nella fornitura di Etp per gli investitori europei, ha cercato di fare luce sui trend più importanti del 2011. “Innanzitutto, c’è stata la conferma che gli investitori reputano gli Etf uno strumento trasparente e a basso costo”, si legge nella nota. “Inoltre, l’utilizzo di strumenti derivati e di operazioni di prestito titoli sono ormai considerati elementi di valutazione importanti per gli investitori, che rivolgono la loro attenzione al controllo e alla diversificazione del rischio di controparte”. Il team di analisti di Source, poi, sottolinea come all’aumentare della volatilità dei mercati, aumenti anche l’importanza attribuita dagli investitori ai flussi giornalieri di informazione.

2012, l’evoluzione del prodotto
Nel 2012, la liquidità dei mercati è destinata ad assumere una rilevanza ancora maggiore per gli investitori. “Lo scambio di Etf sulle piazze finanziarie rappresenta attualmente il 5% dei volumi degli scambi azionari contrattati in Europa, rispetto al 25% degli Stati Uniti”, prosegue il report. “La frammentazione in più Borse e su più valute ha penalizzato la crescita del mercato. Le autorità di regolamentazione hanno chiesto la creazione di una base consolidata che, però, difficilmente vedrà la luce nel 2012”. Uno sviluppo della liquidità e della trasparenza resta vitale per il mercato. 

Le incertezze che caratterizzano il mercato possono evolvere in varie direzioni. L’evidenza ha comunque dimostrato che gli investitori sono intenzionati a ricorrere sempre più spesso agli Etf come ad uno degli strumenti chiave per l'implementazione della loro asset allocation.

Qualcosa si muove
“Il mercato degli Etf e di prodotti simili continuerà ad ampliarsi rapidamente”, si legge nella nota, “ma per accelerare la crescita sono essenziali prodotti di migliore qualità e con una maggiore liquidità”. In tal senso, Source ha proposto alcune misure: possibilità per più intermediari di partecipare alle medesime condizioni; concentrazione dei flussi focalizzando la negoziazione su una singola Borsa valori; creazione di un efficiente mercato di prestito titoli,  che consenta agli investitori di assumere posizioni sia lunghe che corte.

Quest’ultimo punto è di particolare importanza per il mercato europeo, poiché “finora la mancanza di un efficiente mercato di prestito titoli ha ostacolato la crescita dei volumi di scambio e ha costituito uno dei fattori principali che incide sul forte gap di liquidità tra i mercati statunitensi ed europei”.

Valerio Baselli è Redattore di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifici fondi. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.